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Hantavirus e quarantena, ecco quando viene attivata e in cosa consiste

Dopo l'allarme per l'hantavirus tornano in auge parole come "quarantena", ma quando viene attivata e cosa prevede? Ecco cosa sapere

Hantavirus e quarantena, ecco quando viene attivata e in cosa consiste
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Il focolaio di hantavirus scoppiato a bordo della nave MV Hondius ha scatenato un vero e proprio allarme di livello globale, specie perché si sono purtroppo registrati dei morti.

In Italia si sono attivate delle misure di biocontenimento dopo che quattro cittadini italiani sono rientrati in Patria a bordo di un aereo internazionale su cui si trovava anche un turista britannico poi deceduto a causa del patogeno. Il rischio è minimo, tuttavia sono stati presi provvedimenti a scopo precauzionale.

Ad oggi risulta che una donna di 50 anni, identificata a Firenze, si trova in quarantena, dal momento che al rientro dal viaggio presentava sintomi sospetti, anche se lievi. Tornano in auge, dunque, termini che evocano uno dei peggiori periodi della storia recente. Attenzione, però, perché l'Hantavirus non è il Covid-19, ha una capacità di trasmissione molto più bassa e secondo gli esperti non stiamo correndo il rischio di una nuova pandemia. È comunque importante prendere le misure necessarie per tutelare la salute pubblica.

La quarantena: misura precauzionale

Intervistato da Il Messaggero, Giovanni Rezza, professore di Igiene e Sanità pubblica all'università Vita-Salute San Raffaele di Milano, si è detto d'accordo con la decisione di attuare l'isolamento fiduciario a scopo precauzionale. "La particolarità di questo specifico virus delle Ande è che è l'unico che si può trasmettere anche da persona a persona ma in genere difficilmente è contagiante, che questi quattro soggetti si infettino mi sembra basso", ha dichiarato.

La quarantena si rende necessaria poiché questo virus ha un tempo di incubazione molto lungo (fino a 42 giorni), pertanto è bene tenere monitorata la situazione. Si tratta di una misura di sorveglianza attiva che prevede l'isolamento del soggetto venuto a contatto con la persona infetta e poi il tracciamento di eventuali contatti, con tanto di monitoraggio. Si attende il tempo previsto e si vede se si sono presentati dei sintomi. In questo caso non ci sono dei kit in commercio da utilizzare per la diagnosi, per il test diagnostico il punto di riferimento è l'Istituto Spallanzani.

L'hantavirus di ceppo Andes – quello isolato – non è particolarmente trasmissibile, tuttavia ha un tasso di mortalità alto (circa il 40%), perciò è fondamentale monitorare la situazione. Rispetto ad altri della sua famiglia, riesce a trasmettersi da uomo a uomo, ma con un tasso di replicazione attestato a 2,2. L'incidenza, dunque, è bassa.

Cosa dice l’Ecdc

L'Ecdc (European Centre for Disease Prevention and Control) ha prescritto di effettuare un test, con tanto di valutazione medica, a tutti coloro che presentano sintomi. A seconda dello stato di salute, deve essere deciso di procedere con l'isolamento. Quest'ultimo si rende necessario in caso di risultato positivo; con risultato negativo si può comunque applicare la quarantena.

In Italia il ministero della Salute ha messo a disposizione un vademecum in cui sono descritte le modalità di contagio e viene spiegato che la trasmissione fra persone è molto rara.

I sintomi da tenere d'occhio sono febbre, mal di testa, dolori muscolari e disturbi gastrointestinali.

In caso di peggioramento, possono manifestarsi la sindrome cardiopolmonare, oppure la febbre emorragica con sindrome renale. In caso di comparsa di sintomi simili e contatto con topi, il ministero raccomanda di rivolgersi tempestivamente al medico.

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