I cani non sono tutti uguali e neppure i loro padroni

A Sesto San Giovanni, provincia di Milano, una bambina di due anni e mezzo è finita in codice rosso dopo essere stata azzannata dal suo Pitbull

I cani non sono tutti uguali e neppure i loro padroni
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A Sesto San Giovanni, provincia di Milano, una bambina di due anni e mezzo è finita in codice rosso dopo essere stata azzannata dal suo Pitbull. Anche la zia è rimasta ferita. Alcuni giorni fa, nel Salernitano un bambino di tredici mesi era morto dopo essere stato azzannato dai due Pitbull di famiglia, i quali, non contenti, hanno ferito anche mamma e zio.

E però ogni volta che qualcuno viene ammazzato o mutilato da un certo tipo di cani, saltano fuori quelli che «non esistono razze pericolose». È successo anche ieri, dopo il fatto di Sesto. Intervistato da un grande quotidiano, il solito etologo e zoologo ha precisato che i Pitbull, e tutti quegli altri cani che fanno paura solo a guardarli, non sono affatto pericolosi: «Lo diventano solo se sono gestiti male», ha spiegato. Di seguito, l'esperto ha invocato l'immancabile intervento della burocrazia, ovvero un patentino da rilasciare «dopo una preparazione vera, sul campo».

Ora, premesso che amo i cani, che ho avuto un Pastore tedesco e che adesso se potessi mi prenderei un Golden retriever, premesso anche che a volte penso che nessun essere umano (forse neanche la mamma) ti può guardare con gli occhi amorevoli con i quali ti guarda il tuo cane, premesso infine che non sono uno zoologo né un etologo, debbo prendere atto che, se si scorre l'archivio dell'Ansa, si scopre che tutte – dico tutte – le aggressioni di cani agli umani vedono protagoniste solo alcune razze.

Quali? Nel 2006 la ministra Livia Turco aveva provato a stilarne un elenco, che comprendeva fra gli altri appunto i Pitbull (Restif e Bull terrier), poi i Rottweiler, il Mastino napoletano, il Dogo canario e un'altra decina. Non è che la ministra avesse disposto l'abbattimento di quei quadrupedi: solo l'obbligo, per i proprietari, di guinzaglio e museruola nei luoghi pubblici. Mal gliene incolse. Contro di lei ci fu un'insurrezione. Fu praticamente accusata di razzismo. L'Enci (Ente nazionale cinofilia italiana) parlò di «inconsistenza scientifica di una lista di cani a rischio aggressività» e l'ordinanza della ministra ebbe vita breve.

Sostengono insomma i cinofili innocentisti (o negazionisti?) che il cane può diventare pericoloso solo se è l'uomo ad allevarlo come tale. E sarà senz'altro vero.

Ma come mai quelli di Gomorra, o i picchiatori di vario colore, non addestrano all'aggressività non dico un Chihuahua o un Maltese, ma anche i più grandi Golden, Labrador, Border Collie? E nemmeno i Pastori tedeschi? Anche le armi diventano pericolose solo se finiscono in mani ai pazzi o ai delinquenti: infatti ne è vietata la vendita.

E quindi non dico che debbano essere vietati, quei cani, peraltro creati dall'uomo con incroci vari per ottenere animali da combattimento: ma forse quella pratica lì, di fare in laboratorio ciò che la natura non ha fatto, ecco quella forse sì, sarebbe meglio abbandonarla.

E soprattutto sarebbe ora di smetterla, parandosi dietro una presunta competenza scientifica, di pontificare che i cani sono tutti uguali.
Sarò senz'altro ignorante, ma quando vedo certi musi, guarda caso sempre al guinzaglio di certe facce, cambio marciapiedi.

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