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"I musulmani hanno un problema con la violenza"

Il vescovo benedettino Marian Eleganti: "Ogni volta si parla di disturbi mentali soltanto per tutelare l’islam"

"I musulmani hanno un problema con la violenza"
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Le drammatiche immagini di Modena hanno superato i confini nazionali e le frasi anticristiane nelle mail rivelate dal Giornale fanno riflettere anche all'estero sulla reale matrice del gesto criminale di Salim El Koudri. Se l'arcivescovo di Modena ha invitato ad interrogarsi sul tema della solitudine, al di là delle Alpi il vescovo benedettino Marian Eleganti non è d'accordo e in quest'intervista riporta al centro la questione del legame fra islam e violenza.

Eccellenza, ha visto che cos'è successo a Modena? Al momento si parla di crisi psichiatrica, certo è inquietante che il modus operandi ricalchi quello degli attentatori islamisti..

«Può darsi che in questo caso concreto si tratti ancora una volta di una psiche disturbata. Tuttavia, salta all'occhio che in caso di attentati simili nei Paesi europei, l'indicazione appaia quasi di riflesso: si tratta di un lupo solitario, di un malato di mente. In sintesi: non vi è alcun collegamento con l'islam o l'islamismo come una delle possibili cause (fonti) di atti così terribili. In ogni caso, ci si sforza regolarmente di tenere indenne l'islam in generale e i musulmani in particolare, inquadrando il fatto come un disturbo psichico. Ma non si può escludere che entrino in gioco entrambi: fanatismo islamico, disturbo psichico e frustrazioni personali. E io mi faccio una domanda...».

Qual è?

«Perché i cristiani non commettono atti terroristici del genere? A quanto pare, la loro religione (cristiana) offre un potenziale di resilienza individuale e di immunità ben maggiore di fronte a tali atti di violenza demoniaci, di cui sono vittime persone innocenti che non hanno alcun rapporto personale con l'autore del reato. Benedetto XVI aveva assolutamente ragione quando diagnosticò che l'islam ha un problema nel suo rapporto con la violenza. È un fatto evidente.»

L'attentatore di Modena aveva scritto insulti ai cristiani e frasi blasfeme verso Cristo in alcune mail. Lo ritiene un dettaglio rilevante alla luce di quanto è successo?

«Naturalmente si tratta di dettagli estremamente significativi per comprendere il mindset di quest'uomo».

Lei crede che l'Italia sia immune dalla radicalizzazione islamica?

«Nessun Paese europeo è immune alla radicalizzazione islamica. Ma non si tratta solo di questo. Ritengo che l'islam sia incompatibile con la nostra concezione della società e dello Stato plasmata dal cristianesimo, con la nostra concezione della libertà di religione e della libertà di coscienza personale. L'islam è stato fin dall'inizio una religione anticristiana e ha portato il cristianesimo alla scomparsa ovunque o lo ha decimato fino quasi all'estinzione. È così anche oggi. Molti esponenti della sinistra e musulmani concordano oggi nel loro atteggiamento di fondo ostile al cristianesimo; per lo meno, nessuno di loro muoverebbe nemmeno un dito per la sopravvivenza del cristianesimo nelle nostre società. Piuttosto, si sogna insieme un'era post-cristiana».

Per alcuni suoi confratelli vescovi all'origine di simili tragedie c'è la solitudine. Hanno ragione?

«Si tratta di dichiarazioni politiche in linea con lo spirito del tempo, nonché di tentativi di immunizzarsi dalla dura realtà che non ci risparmierà e ci darà una lezione non appena l'islam avrà il controllo e diventerà maggioritario. Allora i cosiddetti miscredenti, ovvero i non musulmani, in questi Paesi non se la passeranno più bene. Tali dichiarazioni da buoni samaritani da parte dei vescovi vengono fatte per non mettere a repentaglio, almeno a livello semantico, una convivenza pacifica tra le religioni. A mio avviso, in questo contesto sono una forma di negazione della realtà. Ve lo dice chi ha amici e persino parenti musulmani!».

Secondo lei quindi non è un caso che questi «lupi solitari» siano legati all'islam?

«I funghi crescono solo in un biotopo adatto, ad esempio sotto un abete. Questo vale anche per i criminali di ogni tipo».

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