La Buvette

I parlamentari si fanno il regalo

5.500 euro per cellulari, pc e tablet

I parlamentari si fanno il regalo

Cosa accade tra le stanze damascate dei palazzi della politica? Cosa si sussurrano i deputati tra un caffè e l'altro? A Roma non ci sono segreti, soprattutto a La Buvette. Un podcast settimanale per raccontare tutti i retroscena della politica. Gli accordi, i tradimenti e le giravolte dei leader fino ai più piccoli dei parlamentari pronti a tutto pur di non perdere il privilegio, la poltrona. Il potere. Ognuno gioca la propria partita, ma non tutti riescono a vincerla. A salvarsi saranno davvero in pochi, soprattutto dopo il taglio delle poltrone. Il gioco preferito? Fare fuori "l'altro". Il parlamento è il nuovo Squid Game.

Alla faccia nostra! I politici che abitano le lussuose stanze di Montecitorio si sono fatti un bel regalino per Natale. Un bonus (e che bonus) per l’acquisto di “dotazioni tecnologiche”, a spese nostre, si intende. Dagli smartphone di ultimissima generazione fino ai tablet e ai pc. Mica male. E mentre l’Italia attraversa uno dei periodi peggiori a livello economico e Giorgia Meloni non sa dove trovare i soldi per fare fronte al caro energia e al peso dell’inflazione loro cosa fanno? Si concedono il super bonus. Ma non chiamatela casta, per carità.

Per le strade romane, attorno ai palazzi, abbiamo incontrato uno dei simboli (suo malgrado) della casta. L’ormai ex senatore Antonio Razzi. Oggi fa il tiktoker e l'influencer. Ma nonostante il nuovo lavoro piange miseria. “Beati loro” dice sornione e li bacchetta. - ASCOLTA IL PODCAST PER SENTIRE L’OPINIONE DI RAZZI -

Razzi, però, non è il solo “ex” a circolare ancora attorno a Montecitorio. Sergio Battelli, ex parlamentare del Movimento 5 Stelle, è molto critico anche perché a prendere la decisione di far aumentare il bonus da 2.500 euro a 5.500 è stato anche un grillino, Filippo Scerra. Battelli ci spiega anche come funziona il bonus e quanti privilegi spettano ad un parlamentare. Privilegi da fare invidia.

Ma c’è sempre chi li giustifica come l’ex onorevole Osvaldo Napoli.

Fino alla scorsa legislatura esistevano due possibili voci di spesa: 850 euro all’anno per la cancelleria più 2.500 una tantum per la tecnologia, 6.750 in cinque anni quindi. Ora è stata fissata una cifra omnicomprensiva che ogni deputato può impiegare. Dentro il tetto massimo, è possibile spendere molto più che in passato per computer e telefonini, ma anche AirPods e monitor fino a 34 pollici.

Ma uno dei questori della Camera non ci sta e replica ai giornalisti: “Capisco che si cerchi a tutti i costi il clamore. Ma dall’inizio di questa legislatura ci siamo dati l’obiettivo di ottimizzare l’uso delle risorse di Montecitorio. Noi pensiamo che con questa nuova formula sia possibile un piccolo risparmio”. Anche se c’è un’altra novità. Se si scava a fondo si scopre che è scomparsa la voce “penali”. Negli anni precedenti, infatti, era prevista una trattenuta nel caso in cui un parlamentare non partecipasse ad almeno il 50% delle sedute in Aula o non presentasse almeno l’80% delle proposte di legge o degli atti ispettivi in formato elettronico per risparmiare sulla carta. Una sorta di favoritismo? Per fortuna che hanno tagliato il numero degli eletti.

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