È ancora viva nel cuore la tragedia di Crans-Montana con le sue 40 giovani vite bruciate dall'incendio e intossicate dai fumi tossici, ma sono ancora più vive e urticanti le gravi ustioni sui corpi dei 13 ragazzi italiani sopravvissuti, tutti ricoverati all'ospedale milanese Niguarda, nosocomio dal quale è partito un appello alla popolazione: «Servono più donazioni di pelle».
In una sola settimana infatti, sono stati utilizzati oltre 15mila centimetri quadrati di pelle, una quantità enorme prelevata dalla Banca di Tessuti dello stesso ospedale, tutta cute di donatori umani deceduti e conservata e criocongelata a -80°. I trapianti di pelle eseguiti in queste settimane sono stati innestati in tempi brevissimi sulle ferite cutanee aperte e carbonizzate per prevenire gravi infezioni potenzialmente letali.
La cute donata, prelevata da aree non esposte del corpo, come la schiena, i glutei, le braccia e le gambe, viene subito trattata per essere conservata e congelata nella Banca dei tessuti (le più attive sono a Milano, Torino, Siena e Cesena) per essere poi utilizzata e innestata quando si verifica la necessità.
Il trapianto di pelle si considera urgente quando si devono coprire grandi aree di ustioni superficiali o profonde, in modo da proteggere l'organismo dalla disidratazione, dalla perdita di minerali e proteine, e dalle infezioni; ma il trapianto allogenico, non essendo immunologicamente compatibile con il paziente ustionato, è considerato una situazione ponte poiché esso verrà certamente rigettato dall'organismo ricevente dopo 10/15 giorni. È una copertura d'emergenza che nel frattempo favorisce la formazione di messaggeri chimici cicatrizzanti e di tessuto di granulazione, sul quale poi in seguito, quando le condizioni del malato saranno considerate fuori pericolo, si innesterà la pelle autologa, ovvero
quella prelevata dal paziente stesso da aree rimaste sane e intatte, per arrivare alla guarigione definitiva. L'innesto di pelle prelevato viene inciso a forma di rete in modo da poter estenderlo, per coprire una superficie fino a tre volte superiore a quella originale, anche se con il tempo questo innesti a rete (mesh graft) tendono a contrarsi, formare cicatrici, perdere elasticità e mostrare un colore diverso dalla cute adiacente.
Nel frattempo, in attesa di questa ultima procedura, oggi, nei maggiori centri di cura per le ustioni, si usano le tecniche biologiche avanzate, come l'ingegneria tissutale, per coltivare in laboratorio poche cellule o pochi centimetri di pelle sana del paziente stesso, per espanderle, moltiplicarle e reimpiantarle nell'ustionato, allo scopo di curare le lesioni cutanee al meglio e ridurre in tal modo la dipendenza da donatori. Altra tecnica chirurgica ricostruttiva, considerata anche estetica, consiste nel trasferimento di un segmento di cute e sottocute intatta e a tutto spessore del paziente per innestarla nel sito ricevente più fragile ed esposto del paziente stesso, solitamente riservato alle zone esteticamente e psicologicamente rilevanti come il viso o le mani.
Esiste poi un gruppo di sostituti cutanei biologicamente attivi, chiamati «pelle artificiale», sviluppati e utilizzati in alternativa ai trapianti cutanei umani, e si tratta di sostituti dermici contenenti 3 componenti principali, cellule staminali, una impalcatura tridimensionale (scaffold) matrice di collagene e polimeri sintetici e fattori di crescita, che favoriscono un abbondante sviluppo tissutale che non richiede la profonda rimozione dei tessuto sottostante, causa frequente di cicatrici indelebili, con il limite però che, non trattandosi di pelle naturale, non sarà in grado di sviluppare ghiandole sebacee, sudoripare, follicoli piliferi, nervi periferici, oltre alle cellule del
sistema immunitario, per cui quella pelle artificiale, una volta attecchita, apparirà di colore chiaro, glabra, liscia e senza i caratteristici pori cutanei.
Tutte le medicazioni che vengono effettuate sui 13 ragazzi feriti a Crans Montana vengono eseguite sempre in sterilità, in sala operatoria e in sedazione, in quanto estremamente dolorose, necessitano di essere ripetute con frequenza quotidiana, al fine di evitare le complicanze già citate, per cui si comprende l'appello del Niguarda all'invito a donare la pelle, poiché il numero elevato di ustionati ricoverati tutti in un solo reparto, richiederà numerosi trapianti di pelle da rinnovare con frequenza, anche per ridurre al minimo gli esiti cicatriziali, spesso invalidanti nelle zone pieghevoli del corpo come il collo, le ascelle, l' incavo dei gomiti e delle ginocchia.
La legge italiana permette la donazione di organi e tessuti, compresa la pelle, mentre è espressamente vietata la donazione del cervello e delle gonadi. Si può esprimere il consenso all'anagrafe del comune di residenza, al rinnovo della carta d'identità, presso gli sportelli Asl, iscrivendosi all'Aido, con il «tesserino blu» del ministero della Salute o scrivendo una dichiarazione olografa.
La pelle, per tutta la sua complessità difensiva, è considerata un organo vitale, l'involucro del corpo che protegge dalle infezioni e dalla perdita di liquidi: ha un ruolo
fondamentale nella regolazione della temperatura corporea e quando diventa un organo esposto, ferito, lacerato o bruciato, la guarigione può richiedere tempi molto lunghi, e nei casi più gravi e sfortunati, può non avvenire affatto.