L'auto precipita nel Po. Muoiono due pensionati

Vittime un uomo e una donna 78enni finiti nel fiume dopo una sbandata. Un malore probabile causa dell'incidente

L'auto precipita nel Po. Muoiono due pensionati
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Ci sono volute tre ore di ricerche per recuperare quella Panda inabissatasi nelle profonde acque del Po. Dentro i sommozzatori hanno trovato i corpi di Rubes Grandi e Marina Aldrighi, entrambi 78enni.

La tragedia si consuma ieri mattina a San Benedetto Po, in provincia di Mantova: Rubens, residente a Borgo Mantovano e componente dell'Associazione nazionale carabinieri, è alla guida della sua vettura. Al suo fianco Marisa, originaria di Ostiglia (sempre nel Mantovano). I due pensionati non sono sposati: entrambi rimasti vedovi, hanno deciso di vivere insieme e così facevano ormai da diverso tempo. Quella mattina si sono messi in auto presto e sono usciti di casa per fare

alcune commissioni. Imboccano la strada arginale, una sorta di scorciatoia che collega i due paesi rivieraschi. È intorno alle 9 che l'utilitaria bianca sulla quale si trovano i due anziani, che sta percorrendo la frazione Brede, sbanda improvvisamente ed esce di strada. Dopo aver percorso alcuni metri di scarpata arginale ed essere passata tra alcuni alberi in riva al Po, la vettura si inabissa nelle acque del fiume davanti agli occhi esterrefatti dei presenti. A dare l'allarme è un automobilista che precedeva i due 78enni e la macchina dei soccorsi è ingente: soccorritori del 118 con ambulanza, automedica ed elisoccorso, carabinieri dalle stazioni di San Benedetto Po e Bagnolo San Vito, vigili del fuoco con mezzi di terra, sommozzatori ed elicottero. Qualche residente mette persino a disposizione le proprie piccole imbarcazioni per perlustrare il fiume. Ma ci sono volute ore per trovarli. Il problema maggiore per i soccorritori è stata la portata del Po, decisamente ampia in quel tratto. È poco dopo le 12 che i Vigili del fuoco estraggono Rubens e Marisa dall'abitacolo dell'auto, adagiata sul fondale (verrà recuperata successivamente), e li portano a riva. Dopo i rilievi e il riconoscimento le due salme sono state restituite alle rispettive famiglie. Sulle cause

che hanno provocato l'uscita di strada i carabinieri propendono per un malore che ha colto all'improvviso l'uomo alla guida: a dar corpo a questa ipotesi la mancanza di tracce di frenata sulla strada e il fatto che l'asfalto fosse asciutto. Sul luogo dell'incidente è arrivato anche il sindaco di San Benedetto Po Roberto Lasagna, che all'Ansa ha sottolineato la pericolosità di quella strada arginale, che scorre ad un'altezza elevata, con il Po da una parte e i campi coltivati dall'altra: «Purtroppo sono mancati i fondi per completare tutto il rialzo dell'argine maestro e la messa in sicurezza della strada dopo la grande piena del 2000».

Solo 20 giorni fa a Jesolo un bimbo di 5 anni e mezzo era rimasto intrappolato nel fiume Sile, dopo che l'auto sulla quale

viaggiava con la mamma e la sorella maggiore si era inabissata. Rimasto fatalmente agganciato alla cintura di sicurezza, i soccorsi avevano impiegato ben venti minuti prima di portare il piccolo a riva, in gravi condizioni.

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