Mozzarella per pizza ritirata dal mercato: allarme per latte inquinato

Il ministero della Salute segnala latte contaminato in alcuni lotti della Latteria Soligo. Ecco quali sono

Mozzarella per pizza ritirata dal mercato: allarme per latte inquinato
00:00 00:00

Nuovo allarme alimentare. Il ministero della Salute ha segnalato il ritiro di diversi prodotti a base di mozzarella per pizza distribuiti dalla Latteria Soligo sac., a causa della presenza di latte contaminato. Il richiamo è stato disposto in via precauzionale per tutelare la salute dei consumatori, in attesa di ulteriori analisi e verifiche.

Il comunicato ufficiale

La circolare diramata dal Ministero indica un “probabile rischio chimico” per i consumatori che dovessero ingerire i prodotti interessati, poiché "su una parte del latte utilizzato per la produzione delle referenze indicate è stata riscontrata la presenza di inquinanti". Il latte in questione, dunque, non risulta normativamente idoneo all’utilizzo alimentare, spingendo l’azienda a ritirare le confezioni dagli esercizi commerciali dove erano già state distribuite.

I prodotti sono stati realizzati nello stabilimento della Latteria Soligo sac., situato in via 1 settembre 32 a Soligo, in provincia di Treviso, un noto polo di produzione lattiero-casearia del Veneto.

Quali sono i prodotti ritirati

Il richiamo riguarda un solo lotto: il 25080600, con data di scadenza 31 agosto 2025. Tuttavia, sono quattro le tipologie di mozzarella per pizza finite nel mirino, tutte confezionate in busta e destinate principalmente al consumo professionale (ristoranti, pizzerie, mense) ma talvolta disponibili anche in supermercati specializzati:

  • Mozzarella per pizza cubettata, confezione da 2 kg
  • Mozzarella per pizza Julienne, confezione da 1,5 kg
  • Mozzarella per pizza Filone Cube, confezione da 1 kg
  • Mozzarella per pizza Filone, confezione da 1 kg

Cosa fare se si è acquistato il prodotto

Il Ministero raccomanda ai consumatori di non consumare assolutamente i prodotti indicati, anche se non si percepiscono odori o sapori anomali, trattandosi di un rischio chimico non sempre rilevabile a livello sensoriale. Le confezioni possono essere restituite al punto vendita, anche senza scontrino, per ottenere un rimborso.

L'azienda ha avviato una collaborazione con le autorità sanitarie per chiarire l’origine esatta della

contaminazione del latte. Non è ancora noto di quale inquinante si tratti, ma l’indicazione “chimico” fa pensare a una sostanza potenzialmente pericolosa per la salute pubblica se ingerita.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica