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"Tende contro il genocidio". Gli anti-Israele si accampano alla Sapienza

Una ventina di tende allestite davanti all'ateneo romano: stamani il blitz. Soliti slogan, solito obiettivo: forzare la mano con le autorità accademiche e ottenere il sabotaggio degli accordi con Israele

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Accampano pretese e accuse a senso unico: le tende antagoniste son tornate, stavolta "contro il genocidio". La mobilitazione anti-Israele è ripartita stamani alla Sapienza di Roma, dove una ventina di tende sono state allestite all'ingresso dell'ateneo dai collettivi studenteschi e dagli attivisti dell'organizzazione giovanile comunista Cambiare rotta. Soliti slogan, solito obiettivo: costringere le autorità accademiche a interrompere gli accordi scientifici con le università israeliane, ritenute dai dimostranti parte in causa del conflitto in corso in Medio Oriente.

Anche stavolta, come accaduto a Torino e a Bari, gli agitatori con la kefiah cercheranno di ingaggiare un braccio di ferro con le istituzioni universitarie. L'intenzione dichiarata è infatti quella di protrarre il campeggio di protesta finché l'ateneo "non metterà fine a ogni accordo con Israele e l'industria militare e la rettrice non si dimetterà". In una conferenza stampa indetta in mattinata, gli studenti hanno ribadito le loro rivendicazioni. "Dalle tende contro il genocidio in Sapienza rilanciamo la settimana di agitazione contro questa conferenza internazionale, che intende legittimare e rafforzare le politiche guerrafondaie messe in campo dalla Nato e dall'Unione Europea", si legge in un comunicato del collettivo Cambiare rotta.

Già nelle scorse settimane le organizzazioni studentesche avevano fatto sentire la loro pressione sulla rettrice Antonella Polimeni, la cui fotografia era stata anche imbrattata durante uno dei vari sit-in di protesta. Da parte sua, la dottoressa aveva posto condizioni chiare: dialogo ben accetto, ma con i rappresentanti eletti e nelle sedi opportune. Una posizione che aveva chiaramente scontentato i collettivi rossi, abituati invece ad agire con prepotenza come avvenuto a Torino, dove i dimostranti avevano letteralmente fatto irruzione durante una seduta del Senato accademico, riuscendo peraltro a ottenere le condizioni per lo stop al bando Maeci 2024 per la collaborazione con le università israeliane.

Ora le organizzazioni dell'ultrasinistra militante puntano dichiaratamente a ripetere quell'operazione e il blitz con le tende alla Sapienza si inserisce proprio in questa strategia, proprio alla vigilia del Senato accademico convocato per domani, 16 aprile. Peraltro, la mobilitazione romana ha sollevato anche una contestazione alla grande conferenza internazionale per i 75 anni della Nato, che si terrà nella Capitale il 15 e 16 aprile prossimi alla presenza del presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella. "Il raduno della Nato a Roma è poi uno schiaffo in faccia a tutti gli studenti, lavoratori e precari che pagano quotidianamente un aumento delle spese militari che riduce le già esigue spese sociali e non può che inasprire le conseguenze della guerra", si legge nel comunicato di Cambiare rotta.

"Contro l'asservimento dei nostri governi agli interessi bellici della Nato, la complicità con i crimini di Israele e la collaborazione delle nostre università con Israele e la filiera bellica, continuiamo a combattere

l'imperialismo e a sostenere i popoli che resistono. Palestina libera!", ha concluso il collettivo rosso, divenuto ormai uno dei principali megafoni delle istanze anti-Israele e anti-atlantiche nel mondo studentesco.

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