Oggi si parla di uccelli, e non siamo a uomini e donne, e però si parla comunque di uccelli e uomini e donne, seriamente. Oh, io so già che qui si arrabbieranno molto le femministe, d’altra parte la biologia non l’ho fatta io, e neppure lo studio che ho appena letto. Il fatto, nudo e crudo, è che gli uccelli urbani (piccioni, passerotti, eccetera) tendono a stare più a distanza dalle donne che dagli uomini.
Uno studio appena pubblicato si intitola “Sex matters: European urban birds flee approaching women sooner than approaching men” ed è stato pubblicato su People and Nature, rivista della British Ecological Society. È stato coordinato da Federico Morelli, del Department of Life Sciences and Systems Biology dell’Università di Torino, insieme a un gruppo internazionale di ricercatori.
Il protocollo era volutamente semplice. Un osservatore umano individuava un uccello in ambiente urbano, camminava verso l’animale (anzi l’altro animale, come mi ha insegnato Vallortigara) in linea retta, mantenendo lo sguardo su di lui, fino al momento in cui l’uccello volava via. A quel punto veniva misurata la distanza di fuga. L’esperimento è stato condotto da osservatori uomini e donne, tutti esperti ornitologi, per ridurre l’effetto inesperienza o goffaggine da turista con il panino che elargiscebriciole per sentirsi San Francesco. Si è arrivati a oltre 2500 osservazioni su 37 specie.
Per evitare che il risultato dipendesse da fattori banali, i ricercatori hanno abbinato osservatori uomini e donne per altezza e abbigliamento. Gli otto partecipanti erano quattro uomini e quattro donne, abbinati per altezza e colore dei vestiti: se in una coppia uno dei due aveva capelli più lunghi, li nascondeva, così da evitare che il dettaglio visivo diventasse una variabile confondente.
Nell’analisi statistica i ricercatori non si sono limitati a confrontare “uomo contro donna”. Hanno usato modelli bayesiani e controllato variabili note per influenzare la distanza di fuga: distanza iniziale, dimensione del gruppo di uccelli, sesso dell’uccello osservato, caratteristiche dell’area urbana, copertura vegetale e anche la parentela filogenetica tra specie, perché specie vicine possono comportarsi in modo simile per storia evolutiva condivisa. Insomma, hanno fatto le cose molto precise, e cosa hanno scoperto?
Il risultato principale è inatteso, per i ricercatori quasi imbarazzante (avranno pensato: “e adesso come lo diciamo?”). In media, gli uccelli lasciavano avvicinare gli uomini circa un metro in più rispetto alle donne prima di fuggire. Più precisamente, davanti a osservatrici donne la FID era mediamente più lunga, quindi gli uccelli scappavano prima. Il dato è risultato coerente nei cinque Paesi studiati e nelle 37 specie considerate, dalle specie più prudenti, come le gazze, a quelle più tolleranti, come i piccioni.
La parte più interessante è che non sanno spiegare la causa. Hanno formulato molte ipotesi: possibili differenze di odore, forma del corpo, segnali chimici, dettagli che gli umani non notano e gli uccelli sì. Io sono per quest’ultima idea, i dettagli, e ho anche una mia teoria, che sottoporrò al Dipartimento di neuroscienze di Giorgio Vallortigara. Credo che gli uccelli urbani siano grandi osservatori, come lo sono stato io per vent’anni scrivendo i miei romanzi ai tavolini dei bar.
Cosa possono aver notato che ho notato io? Molte coppie in cui il maschio umano è intimorito dalla donna, o scenate isteriche di gelosia dove lei urla e se ne va, perfino le olgettine erano aggressive con il nostro caro e generoso Silvio. Se prendo alcuni miei amici noti, Gigi Ballarani viene continuamente usato e gettato da bellissime modelle e soffre sempre, Emalloru (a proposito è in classifica il suo romanzo edito da Mondadori “Affondare con stile”, non perdetelo), è innamoratissimo e felicemente fidanzato con una bellissima fidanzata che però lo mette in soggezione con un’occhiata e a pranzo mi fissava come Hitler avrebbe guardato un ebreo. O come una vegana mentre mangiavo una bistecca.
Di sicuro, insomma, gli uccelli non hanno visto i femminicidi e la violenza maschile, che non avvengono per strada, ma i maschicidi psicologici che avvengono al tavolino di un caffè sì, tanti.
Ve lo dico da scrittore, e anche da disinteressato, il mio uccello non si avvicina a nessuna perché è morto da anni, e non c’entrano le donne, a un certo punto non sopportava più me. Ora so che era solo intelligente come un piccione.