Vincenzo è un giocatore di poker, ha 42 anni, vive in un paese della Calabria. Si guarda tutte le partite della serie A. Tutte. E scommette. Pesante, anche 10mila euro a partita. La sua abilità? Analizza a fondo le motivazioni delle due squadre. Un aspetto che evidentemente qualche volta sfugge ai bookmakers. Gioca solo sulla serie A, prevalentemente su piattaforme asiatiche (illegali in Italia, ma hanno quote migliori) e a fine anno vince tra i 100mila e i 150mila euro. Vincenzo però è una mosca bianca, perché chi riesce a guadagnare con le scommesse lo fa in modo molto più professionale. Vediamo come.
Il betting advisor è un consulente. Indica su quali partite scommettere. In Italia i più famosi sono una ventina, si fanno anche chiamare tipster o betting influencer. Li trovi su Instagram, Facebook, Telegram. Analizzano i match in modo approfondito, informato, competente. Non garantiscono la vincita, ma ti forniscono tutte le info per aiutarti a vincere. In realtà, alla lunga, quasi tutti vanno in rosso. La maggior parte di loro ti indirizza verso qualche piattaforma online di scommesse. Come guadagna il tipster? Nella maggior parte dei casi, la piattaforma gli riconosce una percentuale sulle perdite dei clienti che porta al sito. I top arrivano a diverse decine di migliaia di euro al mese. Ti danno le dritte per vincere, guadagnano sulle tue perdite.
Ma veniamo ai professionisti della scommessa, quelli veri. Piero oggi ha 50 anni. Ha accumulato una fortuna tra il 2004 e il 2012. Con il suo pc girava i campi da tennis di tutto il mondo, sempre presente nei tornei più importanti. Durante la partita si collegava a un sito di scommesse live e, appena uno dei due giocatori si aggiudicava un game, lui immediatamente effettuava la puntata, approfittando di quei pochi secondi che occorrevano al sito per aggiornarsi. Un bug clamoroso e incredibile. Ancora più incredibile il fatto che queste vincite a colpo sicuro siano durate anni, prima che questi «scommettitori» venissero bannati dai campi da tennis di tutto il mondo. Piero oggi fa parte di un gruppo di dieci persone che, cifre del 2024, ha mosso più di 30 milioni di euro di puntate tra calcio, tennis e altri sport. «Esistono due livelli - spiega - Il primo è quello dei tecnici, che trovano la quota da giocare. Tutto parte da qui, dalla quota «sbagliata» su una determinata partita. I sistemi per capire che una quota è errata sono tanti. Per esempio studiando il flusso di scommesse e l'andamento grafico della quota, come succede nell'analisi tecnica finanziaria. Oppure facendo giocare la partita in questione da algoritmi sviluppati con l'Ia. A volte questi «cacciatori di errori» non conoscono neanche le regole dello sport che stanno analizzando, sono solo dei matematici. Trovato il presunto errore, entriamo in gioco noi, cioè il secondo livello. Intanto paghiamo profumatamente quelli che ci danno l'informazione. Il nostro compito è effettuare il più giocate possibile sulla quota errata. Perché, e questo è il punto fondamentale, se giochi una quota non corretta alla lunga vinci. Matematicamente.
Il segreto è giocare in «early» cioè più giorni possibile in anticipo sulla partita, prima che anche i bookmaker si rendano conto dell'errore. «In Italia ci sono una decina di gruppi come il nostro, tutti alla ricerca di banchi dove piazzare la puntataA. Online ormai è difficilissimo giocare, i siti riconoscono le puntate dei professionisti e chiudono i conti all'istante. «Ci siamo infiltrati nella maggior parte delle agenzie fisiche di scommesse in Italia - continua Piero - ma anche lì dopo un po' ci abbassano il massimale della giocata, e con le spese che abbiamo il business non è più redditizio». È una caccia continua a nuovi mercati dove trovare agenzie. «Le nuove frontiere si chiamano Albania, Grecia, Uruguay, Australia». I guadagni? «Negli anni belli, dal 2016 al 2022, chi lavorava in questi gruppi si è letteralmente arricchito. Il ritorno sull'investimento per chi gioca partite di prima fascia è intorno al 2,3%.
Per i mercati secondari (serie minori, tennis di secondo livello) siamo sul 5%. Chi invece riesce a giocare con grande anticipo arriva anche a guadagnare il 12% sulla cifra investita. Ma adesso, con i bookmaker che si sono organizzati, piazzare le scommesse è diventato difficilissimo».