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Il petrolio oltre i 100 dollari. L'Europa apre in rosso. E il G7 discute sul rilascio delle riserve strategiche

Piazza Affari in forte calo, bufera anche sulle borse asiatiche. E il gas è ai massimi dal 2022. Spinta della guerra sul dollaro e l'oro come beni rifugio

Diretta Il petrolio oltre i 100 dollari. L'Europa apre in rosso. E il G7 discute sul rilascio delle riserve strategiche
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Si fanno sentire gli effetti della guerra sui mercati

mondiali. Le borse europee asiatiche aprono in forte calo, mentre il prezzo del petrolio scende ma rimane sopra i cento dollari al barile. E i Paesi del G7 discuteranno oggi sul rilascio congiunto delle riserve strategiche.

Macron, Paesi G7 potrebbero ricorrere a riserve strategiche petrolio

Il presidente francese Emmanuel Macron ha detto che i paesi del G7 potrebbero attingere alle loro riserve petrolifere di emergenza in risposta all'impennata dei prezzi dell'energia. Parlando con i giornalisti durante il viaggio verso Cipro, Macron ha affermato che "l'utilizzo delle riserve strategiche è un'opzione prevista". Ha aggiunto che i leader del G7 potrebbero tenere una riunione questa settimana per coordinare una risposta all'aumento dei prezzi dell'energia, probabilmente tramite una telefonata o una videoconferenza. La Francia detiene attualmente la presidenza di turno del gruppo. I ministri delle Finanze del G7 si riuniranno questo pomeriggio in videoconferenza per discutere delle ripercussioni della guerra in Iran.

Barclays, il Brent potrebbe raggiungere i 120 dollari al barile

Gli analisti di Barclays ipotizzano un aumento del prezzo del Brent a 120 dollari al barile, nel caso in cui la situazione attuale "dovesse persistere per un altro paio di settimane". A sei giorni dall'inizio della guerra in Iran, l'incertezza continua ad "aumentare e, sebbene nel corso della settimana si sia registrato un avvicinamento alla nostra previsione di 100 dollari al barile, riteniamo ancora probabile che la situazione peggiori", spiega Barclays. La reazione iniziale dei prezzi del petrolio è stata "più moderata di quanto pensassimo la scorsa settimana, ma nel corso del tempo si è verificato un avvicinamento alla nostra previsione. L'incertezza è elevata e in aumento, ma sulla base di tutte le informazioni disponibili, non sembra che il peggio sia ormai alle spalle. Se questa situazione dovesse persistere per un altro paio di settimane, il Brent potrebbe potenzialmente testare i 120 dollari al barile. Queste cifre potrebbero sembrare troppo elevate, soprattutto considerando il diffuso pessimismo sulle prospettive del mercato petrolifero per quest'anno, ma ribadiamo che i fondamentali sono più solidi e i rischi più grandi rispetto al conflitto tra Russia e Ucraina, quando abbiamo assistito al raggiungimento di questi livelli".

Europa sotto pressione, future in rosso, Milano -2,25%

Borse europee sotto pressione in avvio di settimana, anche se il calo è pari a circa la metà di quello registrato nei listini asiatici. Parigi e Madrid lasciano sul campo il 2,5%, Francoforte il 2,3%, Milano il 2,25% e Londra l'1,72%. La nomina del figlio di Khamenei a guida suprema dell'Iran lascia presagire una guerra lunga. La corsa del greggio (Wti +14,5% a 104,64 dollari al barile) e del gas (+16,51% a 62,17 euro al MWh) aumentano i rischi di inflazione e la Bce si prepara a due aumenti dei tassi nel corso dell'anno. Balza il dollaro a 86,84 centesimi e a 75,15 penny, mentre salgono i rendimenti dei titoli di stato, con lo spread tra Btp e Bund tedeschi sopra gli 83 punti. Il rendimento annuo italiano sale di 10,1 punti al 3,72%, quello tedesco di 3 punti al 2,88% e quello francese di 8,8 punti al 3,6%. In un panorama piuttosto desolante, con l'indice Euro Stoxx 600 in calo di oltre il 2%, le vendite interessano tutti i settori. In particolare crollano i titoli dei produttori di semiconduttori, da Asml Holding (-4,52%) a Infineon (-4,08%) ed Stm (-3,54%). Frenano i bancari Mediobanca (-4,5%), Unicredit e Barclays (-4,45% entrambi), SocGen (-4,33%), Banco Bpm (-4,25%), Mps (-4,05%) e Intesa (-4%). In rosso anche gli automobilistici Stellantis (-3,3%) e Ferrari (-2,95%), mentre Volkswagen, Renault e Bmw cedono il 2%. Pochi i rialzi, limitati ai petroliferi Shell (+1,45%), Bp (+0,7%) ed Eni (+0,4%). Debole anche il comparto della difesa ad eccezione di Leonardo (+1,54%). 

Ft, G7 discuterà oggi rilascio delle riserve strategiche di petrolio

Secondo quanto riportato dal Financial Times, i ministri delle finanze del G7 discuteranno oggi di un rilascio congiunto di petrolio dalle riserve di emergenza, coordinato dall'Agenzia internazionale per l'energia. Secondo il quotidiano tre paesi del G7, tra cui gli Stati Uniti, avrebbero espresso parere favorevole in quanto la guerra tra Usa Israele e Iran ha fatto impennare i prezzi del greggio.

Secondo il quotidiano tre paesi, fra cui gli Stati Uniti, sarebbero già d'accordo con la decisione. Washington in particolare sarebbe orientata per un rilascio comune di una quantità fr ai 300 e i 400 milioni di barili, circa il 25-30% del totale delle riserve. La mossa è stata presa in passato solo cinque volte: due volte dopo l'invasione dell'Ucraina, una durante la prima guerra del Golfo e poi a seguito dell'uragano Katrina e dopo il blocco della produzione in Libia.

Spread: Btp-Bund in deciso rialzo a 85 punti in apertura

Netto rialzo per lo spread in avvio di seduta, con il differenziale Btp-Bund che si attesta a 85 punti, dopo la chiusura a 77 dello scorso venerdì. Il rendimento del decennale italiano sul mercato secondario è al 3,75%, quello del decennale tedesco al 2,91%.

Milano apre in forte calo, -2,87%

Avvio in forte calo per Piazza Affari. L'indice Ftse Mib cede il 2,87% a 42.883 punti. Sotto pressione le banche a partire da Bper (-5,77%), Popolare Sondrio (-5,01%), Unicredit (-3,72%) e Intesa (-3,46%).

Borsa: bufera in Asia, future in forte rosso, Tokyo -5,2%

Nuova bufera sulle principali borse di Asia e Pacifico a seguito della nomina del figlio di Khamenei come guida suprema dell'Iran che lascia presagire una durata lunga del conflitto. Tokyo cede il 5,2%, Shanghai appare più cauta con un calo dello 0,67%,Taiwan lascia sul campo il 4,43%, Seul il 5,96% e Sidney il 2,85%. Ancora aperte ma ugualmente in rosso Hong Kong (-1,78%), Mumbai (-2,44%) e Singapore (-2,25%). Pesanti i future sull'Europa e sugli Usa, in calo mediamente di oltre il 2,25% i primi e di circa l'1,5% i secondi. I maggiori cali a Tokyo si registrano nel settore dei semiconduttori da Advantest (-11%) a Sico (-9,54%).

Europa apre in rosso con guerra in Iran, Francoforte -2,30%

Le principali Borse europee aprono la prima seduta della settimana in profondo rosso, mentre in Iran il conflitto va avanti senza sosta, su tutti i fronti coinvolti, e i future del petrolio toccano quota 107 dollari al barile. Nei primi minuti di scambi Francoforte cede il 2,27%, Parigi registra -2,35%, Londra segna -1,51% e Madrid -2,72%. Sulla piazza asiatica, a Tokyo si segnala un tonfo del Nikkei 225, che termina le contrattazioni a -5,20% con i timori di un'escalation della guerra in Medio Oriente.

Il gas sui massimi dal 2022, a 64 euro al Ttf di Amsterdam

Vola sui massimi dal 2022, a 64 euro, il gas naturale sulla piazza Ttf di Amsterdam. I contratti future sul mese di aprile guadagnano il 20% in apertura di seduta.

L'Euro apre in calo, corsa investitori sul dollaro

La guerra in Iran spinge il dollaro, quale bene rifugio, sui mercati. L'Euro scende così dello 0,5% a 1,155 mentre si indeboliscono anche lo yen a 158,5 e la sterlina (1,33 -0,7%).

Prezzo dell'oro in calo a 5109 dollari l'oncia

Prezzo dell'oro in calo sui mercati. Il metallo con consegna immediata scende dell'1,2% a 5109 dollari l'oncia. L'appeal come bene rifugio, sottolineano gli esperti, è controbilanciato dalle quotazioni elevate raggiunte nei mesi scorsi.

Il prezzo del petrolio scende dai massimi ma resta stabile sopra 100 dollari

Il prezzo del petrolio scende dai massimi toccati nella notte ma resta stabilmente sopra la soglia dei 100 dollari a seguito del blocco dello stretto di Hormuz e degli attacchi agli impianti del Golfo. Il Wti del Texas sale del 15% a 104,9 dollari al barile mentre il Brent del Mare del Nord avanza del 17% a 108,5. Secondo il Financial Times i paesi del G7 discuteranno oggi il rilascio comune delle riserve strategiche di greggio per frenare la corsa delle quotazioni.

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