(...) relatori. «Fuori le mummie dallUniversità», «Università-Fondazione nessuna inaugurazione», «Comitato lavoratori precari Università», «Tremonti in un call centre, Gelmini in fonderia, questa è democrazia», «la privatizzazione è una truffa, lermellino sa di muffa» è il contenuto degli striscioni che si sono visti per pochi minuti dagli scranni dellaula magna, insieme con un drago di cartapesta, azzeccato per la giornata di fine carnevale. Il resto è stato un concerto di fischietti e dei soliti slogan triti e ritriti che si sono sentiti negli ultimi tempi. Dopo scambi di battute anche forti con qualche professore, gli studenti sono stati allontanati su richiesta del rettore che ha così potuto cominciare linaugurazione. Il magnifico rettore Giacomo Deferrari ha preso subito la parola «chiedendo scusa ai presenti per la tormentata inaugurazione. Non una cerimonia, non una festa come sostengono i contestatori dellOnda, ma un momento importante di riflessione e indirizzo per luniversità». E ha aggiunto: «sono pochi gli studenti con opinioni molto contestatrici contro il sistema universitario. Oggi ne abbiamo visto una trentina. Gli altri quarantamila studenti hanno opinioni diverse. Quindi la protesta inscenata stamani in Aula Magna per me non è un gran problema. Esiste la libertà dopinione - ha detto Deferrari - ci chiamiamo università proprio perché universitas significa luogo dovè possibile esprimere ogni idee. Se queste sono espresse in modo corretto cè possibilità di confronto. Il ritardo causato oggi allinaugurazione non mi preoccupa. Sarei stato più preoccupato se gli studenti non fossero stati una minoranza. In più questi numero limitato di studenti ha stretto unalleanza solo con un gruppo ristretto di precari». Il rettore ha quindi potuto iniziare la cerimonia parlando delle sfide che attendono lateneo genovese nel 2009 « il nuovo piano edilizio per le facoltà, i lavori allAlbergo dei Poveri, la modifica del sistema di governo dellateneo, laccorpamento di poli e dipartimenti, la razionalizzazione delle spese e i prepensionamenti».
Guest star della mattinata, il senatore del Pd Ignazio Marino, non ha lesinato attacchi alla riforma Gelmini dicendo che non si tratta di riforma ma soltanto di tagli per risparmiare.
Marino ha illustrato la propria contrarietà sulla proposta di legge sul testamento biologico che lede, a suo parere, la libera scelta di ciascuno di noi. Il senatore, medico specialista nei trapianti dorgano, ha ricordato alcuni casi umani incontrati nella carriera per spiegare come il paziente debba poter scegliere sempre le cure.