da Milano
Come ogni anno anche nel settore dellauto è tempo di bilanci ma, soprattutto, di previsioni. Il 2007 è alle porte e potrebbe segnare latteso sorpasso di Gm da parte di Toyota. Le stime sulla produzione del colosso giapponese (9,42 milioni di veicoli) sono infatti superiori rispetto a quelle del gruppo americano (si presume che il prossimo anno non vada oltre i 9,17 milioni di veicoli) che sta lentamente uscendo dalla crisi. «Nel 2007 - ha detto il presidente di Toyota, Katsuaki Watanabe, nella conferenza stampa di fine anno - la nostra produzione crescerà del 4% e pensiamo di vendere 9,34 milioni di veicoli contro gli 8,8 milioni di questanno. In Giappone assembleremo 5,15 milioni di vetture, l1% in più e Oltreconfine 4,27 milioni, l8% in più». Ma i giapponesi stanno creando non pochi problemi ai costruttori americani anche in casa loro: scavalcata da tempo Chrysler, Toyota insidia seriamente la seconda posizione di Ford, pure alle prese con un drastico piano di taglio della forza lavoro e di chiusura delle fabbriche.
Per ora, negli undici mesi dellanno in corso, come ricorda la newsletter Autolink, Ford ha una quota del 16,6% negli Stati Uniti contro il 15,3% di Toyota che, tra laltro, si prepara a costruire un nuovo stabilimento negli Stati Uniti. Nellanno fiscale gli utili dei giapponesi dovrebbero superare lastronomica cifra di 10 miliardi di euro. A questi ritmi il colosso guidato da Watanabe potrebbe incrementare i livelli produttivi di 500mila unità lanno e accrescere del 10% i profitti operativi nei prossimi tre anni.
E gli altri costruttori di auto? La strategia comune, secondo uno studio di AlixPartners, non è più solo quella di approvvigionarsi nei mercati a basso costo del lavoro, ma anche di esplorare a fondo le opportunità che questi territori offrono. Psa Peugeot Citroën e Fiat sono, su questo fronte, tra i gruppi più attivi in Cina e in India (questi due Paesi rappresenteranno, per AlixPartners, il 47% della crescita complessiva nei prossimi 5 anni del mercato automobilistico mondiale).
Secondo la società, tra i leader mondiali nel turnaround e nelle ristrutturazioni aziendali, la ricetta per il successo di una casa automobilistica non sembra comunque modificarsi con il trascorrere degli anni: vengono infatti premiati i produttori che riescono a concepire, ma soprattutto a eseguire piani industriali che puntino contemporanemente sia sulla crescita del fatturato (la gamma prodotti è ovviamente la chiave di volta) sia sulla riduzione metodica, rigorosa e ossessiva dei costi.
Come evidenzia lanalisi realizzata nel quinquennio 2000-2005 i costruttori di maggiore successo (Toyota, Nissan, Honda e Bmw) sono riusciti a portare avanti attività lungo entrambi questi assi di sviluppo. «In proposito - sottolineano gli esperti di AlixPartners - è fondamentale la realizzazione concreta dei programmi e non solo la pianificazione».
Auto, in Asia tutti contro tutti
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