Motore termico, come scaldarlo nel modo corretto

È necessario stare fermi aspettando che l’auto vada in temperatura, oppure si può partire poco dopo aver avviato il motore? Scopriamolo in questo articolo

Motore termico, come scaldarlo nel modo corretto

Quando le temperature esterne si abbassano durante il periodo invernale, è facile capire quanto può essere attraente entrare in un’auto già calda. Alcuni guidatori sono convinti che lasciare riscaldare l’auto prima di partire sia meglio anche per il motore, oltre che una questione di comfort termico. Ma è davvero una buona idea? Innanzitutto bisogna precisare quali sono le cause della sofferenza di un motore termico quando questo non lavora ad una temperatura corretta:

- Giochi/Tolleranze: nel motore ci sono vari accoppiamenti nei quali vogliamo ci sia un certo spazio (gioco) per permetterne il funzionamento. Per esempio il pistone per scorrere all’interno del cilindro necessita di una specifica tolleranza di accoppiamento. Il problema è che queste tolleranze sono progettate per avere il valore corretto quando il motore è caldo. Siccome tutti i materiali (i metalli in modo particolare) si contraggono al diminuire della temperatura, quando il motore funziona da freddo tutti i giochi sono ridotti. Quello che ne consegue è quindi una difficoltà di movimenti reciproci tra i vari componenti, fino al rischio più estremo di grippaggio.

catene da neve

- Stress termici: idealmente vorremmo che il motore si riscaldi in maniera uniforme. In un motore a combustione interna, invece, ci sono zone che si scaldano più velocemente di altre. Il calore, infatti, viene sviluppato all’interno della camera di combustione per poi, via via, scaldare le zone limitrofe. Inoltre nel motore abbiamo materiali diversi, che quindi si dilatano in maniera diversa al crescere della temperatura. Questi due fattori fanno si che due corpi vincolati tra loro che si dilatano in maniera differente, danno a luogo a delle tensioni indesiderate.

- Viscosità dell’olio: a freddo infatti l’olio di lubrificazione è molto più viscoso (denso) che a caldo. Per via dell’alta viscosità esso fatica a raggiungere tutti i componenti che necessitano di una corretta lubrificazione.

- Combustione: come tutte le reazioni chimiche, anche il processo di combustione è penalizzato alle basse temperature. Inoltre la benzina in queste condizioni fa fatica ad evaporare e tende a condensare sulle superfici fredde dei cilindri. Per questo motivo, quando il motore è ancora freddo, la centralina aumenta la quantità di benzina che viene iniettata (arricchisce la miscela) causando quindi un aumento dei consumi e delle emissioni.

A questo punto dovrebbe essere chiaro perché quando d’inverno avviamo l’auto la situazione è molto delicata. Se subito dopo l’avviamento si parte richiedendo le massime prestazioni, stiamo sfruttando il motore in una condizione di sofferenza e lo stiamo danneggiando.

Come bisogna comportarsi?

Al di là delle varie scuole di pensiero, quello che è certo è che il motore soffre durante il funzionamento a freddo. Bisogna quindi trovare il modo migliore per portarlo in temperatura impiegando il minor tempo possibile. La soluzione migliore è quella di portare in temperatura il motore guidando, e non lasciando l’auto ferma con il motore al minimo. In una giornata molto fredda, aspettare qualche istante prima di partire può essere un’idea intelligente, ma non c’è motivo di attendere tempi superiori ad un minuto. Il motivo è che al minimo il motore sviluppa poco calore per scaldare i componenti. Inoltre soltanto quando si è in marcia le pompe che gestiscono acqua e olio, che sono collegate all’albero motore, mettono in circolo i rispettivi fluidi, accelerando il processo di riscaldamento del motore.

Concludendo quindi, la scelta corretta è quella di mettersi in marcia anche a motore freddo, avendo però a mente di non utilizzare il motore a regimi alti per i primi minuti di guida, fino a quando la lancetta non indica la temperatura corretta (all’incirca 90°C, di solito la posizione corretta è quando la lancetta è a metà della scala graduata).

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