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Sant Moritz sul ghiaccio, l’auto diventa arte e spettacolo

Il lago trasformato in palcoscenico e la città in museo diffuso: The I.C.E. St. Moritz 2026 consacra l’automobile come esperienza glamour, culturale ed emozionale

Sant Moritz sul ghiaccio, l’auto diventa arte e spettacolo
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Per due giorni l’inverno dell’Engadina ha cambiato ritmo. La superficie ghiacciata dello specchio d’acqua della cittadina engadinese, illuminato da un sole limpido che amplificava riflessi e colori, si è trasformato in uno dei teatri più affascinanti d’Europa per l’auto storica e da collezione. Non il silenzio ovattato della montagna, ma rombi che riecheggiano tra le vette, un sound che accompagna una moltitudine di persone eleganti che si muovono tra ghiaccio e luce. The I.C.E. 2026 non è stato soltanto un concorso di eleganza, ma un’esperienza immersiva in cui meccanica, design, mondanità e cultura si sono fusi in un racconto continuo tra lago e centro urbano. Cinquanta le vetture in gara, selezionate come opere d’arte in una galleria a cielo aperto da un team di esperti guidato da Marco Makaus. Ma l’energia dell’evento si concentrava soprattutto nel villaggio allestito direttamente sulla superficie ghiacciata. Qui le auto entravano ed uscivano dalle esibizioni dinamiche tra applausi e raffiche di fotografie, mentre camerieri sui pattini servivano champagne e cocktail con movimenti coreografici, a pochi metri dalla lounge riservata ai piloti, spazio esclusivo dove si raccontavano curve di traverso, aderenze al limite e sensazioni pure di guida sul ghiaccio. Poco più in là, un’ampia area del lago era dedicata al pattinaggio e al curling, disciplina olimpica che ha coinvolto famiglie e bambini in un’atmosfera di grande festa invernale.

Attorno, boutique temporanee e store ufficiali venivano presi d’assalto tra memorabilia, capi esclusivi e oggetti da collezione. E mentre il lago pulsava di vita, l’intera città si trasformava in un museo diffuso di bellezza automobilistica: installazioni, supercar e modelli iconici davanti alle vetrine del lusso, con ogni strada che diventava una passerella a motore. Il pubblico internazionale — raffinato, curioso, multigenerazionale — non si limitava a osservare: partecipava. Il rombo rimbalzava tra le montagne, l’aria gelida era carica di energia, le carrozzerie brillavano come sculture al sole. A raccontare meglio lo spirito dell’evento sono state le parole di Ronny Kessel, che ha definito The I.C.E. come il luogo “dove la passione si trasforma in cultura e l’automobile diventa linguaggio universale di emozione e memoria”.

Una sintesi perfetta della maturità raggiunta da una manifestazione ancora giovane. Sul fronte dei riconoscimenti, il Best in Show ha premiato l’eleganza senza tempo della Talbot-Lago T150C SS Teardrop, autentica scultura aerodinamica anteguerra. Il premio Spirit of St. Moritz è andato alla Ferrari Dino 206 S, emblema di leggerezza e grazia meccanica, mentre il pubblico ha incoronato la McLaren F1 GTR Lark come Hero Below Zero, portando sul ghiaccio il fascino della competizione moderna. Accanto all’automobile, l’arte contemporanea ha avuto un ruolo centrale, mettendo in dialogo forma, movimento ed estetica e rafforzando la vocazione creativa dell’evento.

Sul lago il villaggio continuava a vivere tra lounge eleganti, musica dal vivo e momenti conviviali, mentre in cielo le evoluzioni della Patrouille Suisse e una mongolfiera panoramica regalavano uno spettacolo quasi cinematografico sopra ghiaccio e montagne. Nelle strade, infine, sfilava spontaneamente un museo vivente fatto di icone del passato, fuoristrada estremi, supercar futuristiche e piccole classiche restaurate con passione, a dimostrazione che qui l’automobile viene celebrata in ogni sua forma. The I.C.E. oggi è molto più di un concorso di eleganza. È un evento lifestyle internazionale che unisce lusso, cultura e passione popolare.

Per due giorni St. Moritz non ha semplicemente ospitato delle auto: è diventata l’automobile stessa. E dopo l’edizione 2026 una cosa è chiara: The I.C.E. non ha solo trovato la sua forma. Ha raggiunto la sua piena maturità.

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