Conti in crescita e guidance confermata per Acea, che archivia il primo trimestre 2026 con risultati in linea con gli obiettivi fissati dal piano industriale. Nei primi tre mesi dell'anno la multiutility romana ha registrato ricavi per 735 milioni di euro (+1% annuo), un ebitda pro-forma di 342 milioni (+1%), mentre l'utile netto è salito del 13% a 111 milioni. In crescita anche gli investimenti, arrivati a 302 milioni di euro (+15%), concentrati soprattutto sulle reti idriche ed elettriche.
A sostenere i risultati è stata soprattutto la performance delle attività regolate, che oggi rappresentano circa il 95% dell'ebitda del gruppo. Il business idrico continua a essere il principale motore della crescita, insieme alle reti e all'illuminazione pubblica, mentre prosegue il riassetto industriale con la cessione di Acea Energia e il rafforzamento nelle infrastrutture. L'ad Fabrizio Palermo (in foto) ha confermato la guidance sottolineando che «i risultati raggiunti nel trimestre rafforzano la traiettoria di crescita delineata dal piano industriale». Palermo ha poi aggiunto che «l'impegno dell'azienda prosegue nel segno dell'efficienza operativa e dello sviluppo sostenibile con l'obiettivo di generare valore concreto per i territori e per tutti i nostri stakeholder«.
Nel corso della conference call con gli analisti, la chief financial officer Valentina Bracaglia ha spiegato che «per traguardare la parte alta (della guidance) vediamo il traino dal business idrico con l'acquisizione di Aquanexa e aspettative di crescita del business produzione». Sul nuovo piano industriale Bracaglia ha precisato che «attendiamo l'insediamento del nuovo cda per la definizione, sia per la durata che per gli elementi di dettaglio».
I numeri del trimestre si inseriscono in un percorso di trasformazione più ampio avviato sotto la guida di Palermo tra il 2023 e il 2025. In tre anni Acea ha progressivamente cambiato pelle, passando da multiutility locale a operatore infrastrutturale focalizzato sulle attività regolate, sulla sostenibilità e sulla crescita internazionale. L'ebitda è cresciuto da 1,22 a 1,42 miliardi di euro, mentre l'utile netto è aumentato del 72% fino a 481 milioni. Nello stesso periodo la capitalizzazione di mercato è più che raddoppiata, arrivando a toccare i 5,6 miliardi di euro nel febbraio scorso.
La strategia ha incluso operazioni come la cessione dei clienti retail a Plenitude, la vendita della rete ad alta tensione a Terna e l'acquisizione di Aquanexa, insieme a un forte incremento degli investimenti infrastrutturali, pari a oltre 4 miliardi nel triennio. Tra i progetti chiave figurano il raddoppio dell'Acquedotto del Peschiera, il termovalorizzatore di Roma e l'espansione internazionale con nuove attività in Perù e Congo.