Consob, nebbia fitta su Tim: "Indagine troppo complessa"

L’authority segue la pista estera, ma con scarsi risultati. Bluebell contro la lista del cda. La replica: tesi infondate

Consob, nebbia fitta su Tim: "Indagine troppo complessa"
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Sono passati 40 giorni da quando il titolo di Tim è crollato del 24% in un solo giorno e la Consob ancora brancola nel buio. Lo ha ammesso con candore il suo presidente Paolo Savona che ieri a margine della relazione annuale Antitrust ha promesso che l’athority ne verrà a capo, ma «il problema è complesso».

Nonostante la storia sia costellata di guerre combattute in minor tempo, ancora non si ha l’idea di chi e perchè ha scatenato una delle ondate speculative più potenti che si siano viste in Piazza Affari. «Dobbiamo raccogliere tutte le informazioni e c’è di mezzo anche l’estero, perchè dall’estero sono arrivate le prime vendite», ma non è più di quanto da settimane sostiene Il Giornale.

Del resto, come ha denunciato il Financial Times, il miliardo di titoli presi a prestito (di cui una parte consistente per scommetere contro Tim) avrebbe dovuto far sentire puzza di bruciato lontano un chilometro. «Ci dovrebbe essere una rete informativa europea», si è giustificato Savona, facendo riferimento alle procedure necessarie per avere informazioni dalle autorità attive sui mercati esteri. Nel frattempo, però, «tutto ciò che abbiamo potuto fare per calmare le acque e informare il mercato lo abbiamo fatto». Mentre Savona manda la palla in tribuna, però, il titolo non riesce a rialzare la testa dal pozzo in cui è finito (un misero +2,2% in un mese, con il titolo fermo a 22 cent).

Quindi l’emergenza è tutt’altro che rientrata. Nel frattempo, è arrivata una sentenza favorevole con lo Stato che deve restituire 1 miliardo a Tim, il Financial Times ha sottolineato come la cessione della rete sia l’unico modo per tutelare gli azionisti da ulteriori perdite, diversi analisti hanno dato ragione al piano del ceo Pietro Labriola. Compresi i proxy Iss e Glass Lewis che hanno invitato a votare per la sua lista all’assemblea dei soci del 23 aprile. Perfino il fondo hedge Qube Research & Technologies ha chiuso la posizione ribassista.

Tutte cose che avrebbero dovuto far riprendere il titolo, che invece rimane schiacciato sotto il tetto di 23 cent. Se non è troppo disturbo, la Consob ora batta un colpo. Intanto ieri il fondo Bluebell (che presenta una sua lista per il cda) ha chiesto alla Consob di accertare se la lista del cda di Tim per il rinnovo del board «nasconda un patto occulto tra taluni soci» e il cda uscente tale per cui i fondi e la Cdp non hanno presentato liste in cambio di vedere i propri rappresentanti inclusi nella Lista del cda. «La società contesta le gravi e infondate affermazioni», è la risposta di Tim.

«Quanto alla richiesta alla Consob di “annullare la lista del consiglio” e “congelare i diritti di voto” degli azionisti asseritamente coinvolti nel patto occulto, Tim invita il socio a rettificare le proprie dichiarazioni in modo che risultino non fuorvianti».

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