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Enel investe 53 miliardi e alza le cedole

Cattaneo: "Focus su reti, rinnovabili e intelligenza artificiale". La strada dei data center

Enel investe 53 miliardi e alza le cedole
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L'Enel guidata da Flavio Cattaneo apre un nuovo capitolo e dopo il primo Piano 2023-26, concentrato sulla riduzione del debito, il top manager ha presentato ieri a Milano il nuovo Piano industriale al 2028 nel nome della crescita e dello sviluppo. Nonostante il Decreto Energia - conteggiato e prezzato nei numeri - la ritrovata flessibilità finanziaria ha permesso al gruppo di puntare 53 miliardi di investimenti al 2028. Numeri che hanno acceso il titolo (che ieri ha chiuso in rialzo del 6,8% a 9,70 euro) e dribblato gli oneri italiani perché, come ha sottolineato da Cattaneo, in fin dei conti «il futuro viene dall'estero, non dall'Italia». In particolare, il Piano - che vede al centro reti e rinnovabili, con una particolare attenzione alle soluzioni energetiche basate sull'intelligenza artificiale e alla crescente domanda di energia dai data center focalizza 15 miliardi sullo sviluppo e sulla remunerazione.

Tre i pilastri per lo sviluppo: accelerare la crescita nei Paesi caratterizzati da contesti stabili, con focus su reti, rinnovabili e clienti finali; massimizzare la produttività del capitale; garantire un profilo rischio-rendimento bilanciato. In generale, i 53 miliardi sono suddivisi per 26 miliardi destinati al business integrato, di cui 20 miliardi circa nelle rinnovabili; e per altri 26 miliardi nelle reti, di cui circa il 55% in Italia e la restante parte distribuita tra Spagna e America Latina.

Sul fronte dei nuovi sviluppi, il mercato dei data center appare il più promettente. Cattaneo ha chiarito che Enel «ha un netto vantaggio competitivo come operatore integrato ed ha la possibilità di offrire siti per la loro costruzione e avere, in parallelo, processi autorizzativi rapidi. Il gruppo ha al momento 8 autorizzazioni strategiche in corso». Non solo, in merito, Cattaneo ha chiarito che è in fase avanzata il progetto di creazione di una newco delle connessioni con alcune utility italiane: un progetto per mettere a sistema asset per valorizzarli e connetterli agli impianti di produzione. Il modello di business sembrerebbe richiamare a grandi linee quello delle torri telco, le infrastrutture per le telecomunicazioni remunerate con un canone, attraverso contratti a lungo termine da parte degli operatori che le utilizzano.

Oltre l'Italia, il focus è negli Usa «un mercato ottimo per i prezzi e perché è l'area dove la parte Ai partirà per prima», ha detto l'ad.

Quanto al Decreto Energia, «l'impatto medio annuo del DL bollette sull'utile netto di gruppo tra il 2026 e il 2028 sarà nell'ordine di circa 300/400 milioni di euro dopo le azioni di mitigazione (che valgono circa 100 milioni di euro l'anno). A livello di debito, l'impatto cumulato nel triennio (al netto delle azioni manageriali di mitigazione) sarà pari a circa 1,8 miliardi di euro», ha detto il cfo di Enel Stefano De Angelis.

«Le azioni manageriali intraprese negli ultimi tre anni ci garantiscono oggi una flessibilità finanziaria per investire nei mercati più dinamici dal punto di vista della domanda elettrica. Grazie alla chiara visibilità sui risultati del gruppo e all'esecuzione del nostro programma di share buy-back prevediamo di incrementare ulteriormente la remunerazione degli azionisti (+6% circa, ndr) grazie ai ritorni delle società controllate a livello internazionale», ha commentato lo stesso Cattaneo.

Quanto alle rinnovabili, Enel prevede una forte accelerazione degli investimenti, per arrivare a 15 Gw in tre anni, con focus nelle geografie caratterizzate da significativa crescita della domanda elettrica.

«I mercati chiave sono Europa (Italia, Germania, Spagna), UK, Usa, Canada e Australia e Cile», ha spiegato ancora il top managerr precisando che «la parte da leone degli investimenti in M&A sarà nelle aree dismesse (brownfield)».

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