Aspettando il nuovo piano industriale che sarà presentato tra due settimane, Enel svela al mercato i risultati preliminari del 2025. I ricavi sono saliti a 80,4 miliardi di euro (+1,9% rispetto al 2024) e l'Ebitda ordinario a 22,9 miliardi (+2,2%) grazie al contributo del business internazionale. Il gruppo guidato dall'ad Flavio Cattaneo (in foto) sottolinea che «la riduzione dei margini in Italia, dovuta ai minori prezzi medi applicati ai clienti finali retail e alla minore disponibilità della risorsa idrica, è stata più che compensata dal positivo contributo delle attività estere». Sulla base dei risultati preliminari, l'utile netto ordinario del gruppo nel 2025 si prevede lievemente superiore a 6,9 miliardi di euro, nella parte alta della guidance.
L'indebitamento finanziario netto si attesta in crescita del 2,5% a 57,2 miliardi (era 55,8 miliardi a fine 2024), ma il rapporto indebitamento finanziario netto/Ebitda ordinario (che è di 2,5 volte) «è tra i migliori nel settore utility». La variazione dell'indebitamento finanziario netto è dovuta al positivo andamento dei tassi di cambio sul debito e al fabbisogno legato all'acquisto di azioni proprie da parte di Enel, Endesa ed Enel Americas.
I flussi di cassa generati dalla gestione operativa «hanno sostanzialmente compensato il fabbisogno generato dagli investimenti e dal pagamento dei dividendi». Martedì Enel ha comunicato di aver acquistato, tra il 26 e il 30 gennaio 2026, nell'ambito del programma di buyback, 414.000 azioni proprie, al prezzo medio ponderato di 9,18 euro per azione, per un controvalore di 3,8 milioni di euro. L'operazione segue l'annuncio del gennaio 2026 sull'avvio del buyback. Dall'inizio del programma, Enel ha acquistato 1.738.200 azioni proprie per un controvalore complessivo di 15,7 milioni.
C'è molta attesa su questo fronte da parte del mercato che si aspetta nel nuovo piano industriale che sarà presentato da Flavio Cattaneo a Milano il 23 febbraio un nuovo piano di riacquisto di azioni. Gli occhi degli analisti sono puntati anche sulla futura remunerazione del capitale e sullo sviluppo che l'ad imprimerà al business oltre confine.