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Federlegno: "Servono regole certe e uniformi per il Codice dell’Edilizia"

Gianfranco Bellin, presidente di Assotende: "Sull’edilizia libera la frammentazione normativa e l’incertezza applicativa vanno a discapito di imprese e cittadini"

Federlegno: "Servono regole certe e uniformi per il Codice dell’Edilizia"
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“La modernizzazione del Codice dell’Edilizia è un passaggio fondamentale per la competitività del settore delle costruzioni, ed è quindi essenziale che la legge primaria dello Stato definisca principi e regole univoche su tutto il territorio nazionale, evitando che il necessario coinvolgimento degli enti territoriali si traduca in una proliferazione di interpretazioni differenti che creano ostacoli burocratici e incertezze operative per le imprese e per i cittadini”, interviene così FederlegnoArredo sugli sviluppi del disegno di legge delega sull’aggiornamento del Codice dell’Edilizia.

“Il settore ha bisogno di regole certe stabili e applicate in modo uniforme all’interno di un quadro normativo semplificato, che escluda però un sistema di deroghe e discrezionalità territoriali che rischierebbe di aumentare soltanto i contenziosi - aggiunge FederlegnoArredo -. Solo così sarà possibile raggiungere davvero gli obiettivi di semplificazione e dare stabilità al mercato, a tutela dell’intero sistema produttivo delle costruzioni”.

Sul tema interviene anche Gianfranco Bellin, presidente di Assotende, l’associazione che all’interno della federazione rappresenta le aziende produttrici di tende, schermature solari, tessuti tecnici e sistemi di comando e automazione: “È fondamentale che il nuovo Codice chiarisca in modo definitivo criteri applicativi e ambiti autorizzativi. Non è infatti accettabile che interventi che la normativa nazionale ricomprende nell’ambito dell’edilizia libera vengano poi assoggettati, a livello locale, a richieste documentali o autorizzative ulteriori”.

“Il principio dell’edilizia libera nasce proprio per semplificare determinati interventi che, per caratteristiche e impatto, non dovrebbero essere sottoposti a procedure complesse - sottolinea ancora Bellin -.

Nella pratica, però, accade spesso il contrario con rallentamenti e costi aggiuntivi per cittadini e imprese. Per questo chiediamo che il nuovo impianto normativo rafforzi la certezza del diritto e limiti i margini di discrezionalità interpretativa”.

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