Cultura alla quale Host, la manifestazione leader mondiale dedicata al mondo dell'ospitalità organizzata da Fiera Milano, contribuisce in modo decisivo anticipando l’innovazione non solo con la manifestazione biennale, ma anche con gli approfondimenti dell’Osservatorio HostMilano che fotografano l’andamento e le tendenze di mercato più promettenti per trasformarle in opportunità di business.
Con oltre 2.200 espositori e più di 183 mila visitatori professionali arrivati da tutto il mondo, l’edizione 2025 ha confermato HostMilano come la piattaforma di riferimento mondiale per l’ospitalità, il fuoricasa e il food retail, ruolo sottolineato dalla crescita di visitatori professionali e buyer: +27% dagli Stati Uniti, +29% dal Brasile, +21% dagli Emirati Arabi Uniti, +20% dall’Australia. Cresce così l’attesa per la prossima edizione di Host, la numero 45, in Fiera Milano dal 22 al 26 ottobre 2027 con oltre 1.000 espositori già confermati - il 50% internazionali - numeri che riflettono la fiducia nella capacità della manifestazione di attrarre i principali player
Ruolo di hub globale di riferimento rafforzato dal percorso di internazionalizzazione con partnership strutturali che definiscono una rete mondiale dell’ospitalità professionale: dopo il successo della prima edizione di Host Arabia, sviluppata con il partner locale Semark, e la seconda già in programma a Riyadh dal 7 al 9 dicembre 2026, la collaborazione con NAFEM – North American Association of Food Equipment Manufacturers nel 2027 porterà il format Host anche negli Stati Uniti, un nuovo ponte di connessione tra Europa e Nord America, principali mercati dell’ospitalità e del fuoricasa.
Strategia e visione per HostMilano 2027 che avrà tra i protagonisti la Ristorazione Professionale, settore capace di rinnovarsi costantemente coniugando innovazione, creatività e sfide di mercato, comparto che vale 80 miliardi, con il Mde in Italy protagonista. Secondo i dati elaborati da ExportPlanning in esclusiva per l’Osservatorio HostMilano, nel 2025 la produzione mondiale del comparto – cucine, forni, piani cottura, apparecchi di cottura e attrezzature – ha raggiunto 77,7 miliardi di euro, il 35% in più rispetto al pre-pandemia e un tasso di crescita annuo composto del 5,2%.
La categoria più dinamica è quella dei piccoli apparecchi elettromeccanici con un tasso di crescita annuo del 10,3% mentre in valore assoluto i primi due prodotti sono pentole e tegami (26,9 miliardi di euro, +3,8%) e cucine, piani cottura e forni elettrici (23 miliardi, +5,2%) che, insieme, rappresentano i due terzi della produzione mondiale.
L’Italia in questo scenario occupa una posizione di rilievo che si attesta intorno ai 3,1 miliardi nel 2025, con una crescita del 17% rispetto al 2019 (+3,3%), mentre la domanda interna raggiunge 2,4 miliardi, con una dinamica ancora più vivace (+6,8% medio annuo nel 2019-2025. Le Esportazioni made in Italy del comparto sfiorano 2,1 miliardi di euro (+1,3% rispetto al 2024), con cucine, piani cottura e forni elettrici (732 milioni) e pentole e tegami (651 milioni) come voci principali.
Il commercio mondiale nel 2025 ha raggiunto 55,8 miliardi di euro (+0,3% sul 2024), delineando un mercato solido destinato ad accelerare e le previsioni di ExportPlanning indicano un tasso di crescita comparto del 4,3% nel triennio 2027-2029, avvicinandosi a 65 miliardi di euro. Primo mercato mondiale gli Stati Uniti, con 8,4 miliardi (quota del 15,6%), seguiti da Germania (4,8 miliardi), Paesi Bassi e Polonia (entrambi a 2,5 miliardi) e Francia (2,4 miliardi). In prospettiva, i maggiori contributi alla crescita della domanda sono attesi dall’Europa: la Germania guida con +906 milioni (+4,5%), seguita da Polonia (+642 milioni, +6%) e Paesi Bassi (+551 milioni, CAGR +5%).
Secondo il Rapporto Ristorazione 2026 di FIPE-Confcommercio, nonostante un contesto di pressione su redditi e costi, nel 2025 in Italia i consumi fuoricasa hanno raggiunto la soglia storica dei 100 miliardi di euro, anche se con una crescita contenuta (+0,5% sul 2024). Un risultato ottenuto grazie a un ecosistema forte di 324.436 imprese che danno lavoro a oltre 1,3 milioni di addetti, generando 59,3 miliardi di euro di valore aggiunto.
La prima ricerca sulla ristorazione italiana all’estero, realizzata da Sociometrica per FIPE con il report The Italian Table Abroad ha censito 1.486 ristoranti italiani in dieci città europee (da Parigi a Berlino, da Londra ad Amsterdam) analizzando oltre 115 mila voci di menu. Con un punteggio medio di 8,95/10, trasversale a tutte le città e a tutte le fasce di prezzo, il gradimento è molto elevato, a fronte del prezzo medio del piatto principale a 30,30 euro: un posizionamento affordable premium che unisce accessibilità e percezione di alta qualità, grazie anche a ben l’85,9% di voci di menu uniche che è senza paragoni nel panorama gastronomico europeo.
I format vincenti sono quelli anche più autentici: la pizzeria è il più diffuso ed ha il miglior Indice di valore per prezzo e qualità.
La margherita è il piatto più presente, tra quelli con la pasta spicca la carbonara, mentre il tiramisù è il dessert più condiviso e l’Aperol Spritz è il rituale sociale italiano più esportato. A livello internazionale, sono quasi 90 mila i ristoranti italiani che operano come “ambasciate culturali”, proiettando nel mondo identità, stile di vita e sapere artigianale del nostro Paese.