Penali, garanzie occupazionali, una exit strategy per lo Stato, ma nessun riferimento a banche o fidejussioni. Ecco che cosa sta mettendo sul piatto (o tralasciando) il fondo Flacks per rilevare l’ex Ilva di Taranto. Nel frattempo, il concorrente indiano Jindal deve ancora formulare un’offerta compiuta, ma alcuni osservatori temono che si possa tradurre in 6mila esuberi.
Tornando al piano di Flacks, il Giornale ha potuto consultare la proposta inviata ai commissari dal fondo Usa. Un accordo che prevede in primis una serie di penali in caso di violazioni da parte dell’acquirente. Aspetto non secondario alla luce di come è andata a finire con il precedente proprietario ArcelorMittal: lo Stato ha in essere una causa per danni da 7 miliardi.
Flacks mette nero su bianco che, in caso di acquisto, pagherà di tasca propria se non rispetta cinque aspetti dell’accordo: la continuità dell’attività che deve prevedere la gestione delle business units come allo stato attuale per tutta la durata del business plan; il mantenimento dei livelli occupazionali; l’attuazione del piano ambientale; la realizzazione delle misure compensative previste; e il rispetto degli obblighi informativi verso i venditori. L’importo delle penali varia e non esclude il risarcimento di ulteriori danni.
I venditori (lo Stato, ndr) «avranno inoltre il diritto di risolvere l’accordo, ai sensi dell’articolo 1456 del Codice Civile italiano, fatto salvo il diritto di incassare le penali e il risarcimento di eventuali ulteriori danni» se l’acquirente entra in crisi, insolvenza o liquidazione; se l’acquirente non paga o non adempie agli obblighi principali; se vìola dichiarazioni e garanzie contrattuali.
In questi casi lo Stato può fare dietrofront, sciogliere il contratto e chiedere i danni. Nel pacchetto rientra anche la violazione delle dichiarazioni e delle garanzie dell’acquirente.
Sul fronte occupazionale, Flacks si impegna, «anche a beneficio di ciascuno dei dipendenti trasferiti ai sensi dell’art. 1411 del Codice Civile, a mantenere i livelli occupazionali per un periodo minimo di due anni dalla data di completamento». Esclusi dunque, nel periodo, licenziamenti individuali o collettivi. A scanso di equivoci e a chiarimento «si conviene che, per tutta la durata della garanzia di impiego, l’acquirente potrà: risolvere i rapporti di lavoro con i dipendenti trasferiti assunti alla data di completamento esclusivamente per giusta causa e/o giustificato motivo soggettivo; promuovere l'uscita volontaria dei dipendenti trasferiti attraverso piani e/o accordi collettivi; stipulare e attuare accordi collettivi di qualsiasi tipo, inclusi incentivi per l’uscita volontaria dei dipendenti». Per quanto riguarda la solidità del gruppo, Flacks esclude procedure concorsuali o esecutive, l’insolvenza attuale e futura o accordi con terze parti.
Infine, «tutte le passività nei confronti di terzi sorte o imputabili a periodi precedenti alla data di stipula restano in capo al venditore».
Vale a dire allo Stato.