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Motor Valley, un ecosistema esteso da 347 miliardi

A oltre un mese dall’ottava edizione dell’evento pubblico modenese, lo studio di Nomisma evidenzia l’unicità della “Terra dei Motori”. Protagonisti Ferrari, Maserati, Lamborghini, Ducati, Dallara e Pagani insieme a una filiera di grande valore e dai riconosciuti elevati standard tecnici. Il ministro Urso: “Il Governo ci ha investito anche con contratti di sviluppo”

Motor Valley, un ecosistema esteso da 347 miliardi
Andrea Pontremoli, presidente di Motor Valley Association

L’ottava edizione del Motor Valley Fest, in programma a Modena dal 28 al 31 maggio prossimi, è stata preceduta da un evento tutto dedicato, dati alla mano, all’unicità della “Terra dei Motori” più famosa del mondo e che rappresenta, per l’Italia, un autentico tesoro. I sei “big” a capo della filiera - Ferrari, Maserati, Lamborghini, Ducati, Dallara e Pagani - producono, infatti, 34mila vetture e oltre 50mila moto l'anno per un fatturato di 12 miliardi. Ma la forza della “Valley” emiliano-romagnola, definita "una rete neutrale" dove ci si potenzia a vicenda, va assai oltre. In proposito, i fornitori diretti contano 2.944 imprese, 210mila addetti e ricavi per 72 miliardi. E con l’aggiunta dei servizi collegati, si sale a 15.076 imprese, 647mila occupati e ben 197 miliardi di fatturato. Un distretto industriale, dunque, che vale 347 miliardi con quasi 40mila imprese coinvolte e oltre un milione di occupati.

Ma importante è anche l’impatto territoriale: nel 2024 l'area ha registrato 2,6 milioni di visitatori, per un indotto economico complessivo superiore a 1,2 miliardi e ripartito tra eventi motoristici nei circuiti (56%) e musei (43%).

Presente all'appuntamento svoltasi nella sede della Regione Emilia-Romagna, a Bologna, insieme al presidente di Motor Valley Association, Andrea Pontremoli, e alle istituzioni locali, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, mentre a fare il punto sul valore del territorio in questione è stato il capo economista di Nomisma, Lucio Poma.

E proprio la ricerca di Nomisma evidenzia, tra le altre cose, una forte propensione all'export, che riguarda il 78% dei fornitori diretti, mentre sul fronte formativo l'ecosistema coinvolge ogni anno circa 5.400 studenti attraverso percorsi come Muner, Mts e Its Maker. “Questo studio - spiega Pontremoli, da un anno presidente di Motor Valley Association - contribuisce a rafforzare la consapevolezza e cosa rappresenta oggi questo territorio e del valore che esprime. La nostra “Terra dei Motori” mette a disposizione di imprese e istituzioni elementi di riflessione e spunti utili per accompagnare, tutti insieme, lo sviluppo del Paese”.

"Dentro a un settore in crisi, come l’automotive - il commento del presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele De Pascale - ce n'è uno che sta andando in netta controtendenza. Oggi dall'Emilia Romagna si leva una proposta forte al Governo: investiamo sulla Motor Valley, investiamo sulla produzione automobilistica di eccellenza perché è quella che, anche in termini occupazionali, può dare una risposta al Paese. Questo è un settore in grado di compensare quello che viene perso da altre parti”.

Le conclusioni del ministro Urso: “Il Governo ha investito nella Motor Valley anche con i contratti di sviluppo, lo strumento principe di politica industriale che abbiamo incrementato in questi anni, migliorandone l'utilizzo ed erogando in quattro anni, dal 2022 al 2025, oltre 7 miliardi di incentivi pubblici, per investimenti da 20 miliardi, su progetti delle imprese molto qualificate e specifiche. I contratti di sviluppo che vogliamo finanziare per i prossimi anni si accoppiano perfettamente con il piano Transizione 5.0”.

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