Stop alla vendita di Telepass. Gli azionisti, ovvero Mundys (al 51%) e gli svizzeri di Partners Group (al 49%), avrebbero deciso di mantenere le proprie quote alla luce delle offerte non vincolanti appena ricevute. Complessivamente si sarebbero fatti avanti in quattro pretendenti, tra cui Advent e il fondo Morrison, ma nessuna proposta messa sul tavolo avrebbe raggiunto i 3,5 miliardi ipotizzati sul mercato, né tantomeno avrebbe soddisfatto le aspettative dei soci. Soprattutto alla luce dei numeri di Telepass che stanno superando le aspettative di budget, mostrando una crescita sostenuta.
Dopo il cambio di ad nel 2024 con l'arrivo di Luca Luciani (in foto), la società ha visto passare il margine operativo lordo da 180 milioni ai 300 milioni previsti per quest'anno. Nei primi mesi del 2026, anche i ricavi sono attesi in aumento di circa il 20% rispetto all'anno scorso, accompagnati da un'ulteriore espansione dei margini. Alla fine del primo trimestre, Telepass ha inoltre raggiunto il livello record di 10 milioni di dispositivi elettronici installati a bordo dei veicoli.
Un andamento che ha rafforzato ulteriormente la decisione degli attuali azionisti di proseguire lungo il percorso di sviluppo interno. L'intenzione dei due azionisti adesso sarebbe, dunque, quella di continuare a lavorare congiuntamente per supportare il management di Telepass nel percorso di crescita della società. Il piano futuro potrebbe inoltre prevedere una quotazione in Borsa del business. Una strada che, alla luce dei risultati attuali, potrebbe risultare più premiante rispetto alle offerte finora pervenute.
A fine febbraio Telepass ha annunciato una partnership con Repower, azienda attiva nel settore energetico e della mobilità sostenibile, per rendere accessibili dall'app Telepass 1.000 punti di ricarica elettrica presenti in tutta Italia. Grazie all'integrazione, i clienti possono individuare, attivare e pagare la ricarica direttamente in app, senza necessità di ulteriori strumenti o contratti.
Quanto a Mundys, che in Italia controlla già Aeroporti di Roma, ha annunciato nei giorni scorsi il rafforzamento della propria posizione strategica in Getlink, la società di gestione del tunnel sotto la Manica: l'obiettivo è salire al 25% acquisendo un ulteriore 9,5% delle azioni. Per Mundys, la Francia è il primo mercato contribuendo per il 28% all'Ebitda nel 2025 sui risultati consolidati.
Da quando opera nel Paese ha investito in società infrastrutturali francesi circa 11 miliardi di euro. Oltre a Getlink, gli asset del gruppo in Francia comprendono le concessioni autostradali Sanef, Sapn e A63 gestite tramite Abertis, e Aéroports de la Cote d'Azur che gestisce l'aeroporto di Nizza.