NABA, Nuova Accademia di Belle Arti porta la creatività degli studenti dell’Area Visual Arts alle Terme De Montel Milano con il progetto “Balneum – L’Immersione”. L’iniziativa esplora il concetto di benessere attraverso le pratiche e i linguaggi dell’arte contemporanea in dialogo con la funzione stessa degli ambienti termali. Da maggio a dicembre, negli spazi Terme De Montel Milano sarà visitabile la mostra collettiva che presenterà tutte le opere create nell’ambito del progetto.
Inserito in un contesto dedicato alla rigenerazione e alla cura di corpo e mente, “Balneum – L’Immersione” reinterpreta l’esperienza delle terme come spazio sensoriale e collettivo, in cui arte e percezione si intrecciano, aprendo nuove prospettive di fruizione per i visitatori per un’immersione fisica ed emotiva in un percorso olistico. Il termine latino balneum, infatti, richiama la funzione originaria delle terme come luogo rituale e trasformativo, in cui il benessere si configura come esperienza complessa e condivisa.
Gli studenti del Triennio in Pittura e Arti Visive e del Biennio Specialistico in Arti Visive e Studi Curatoriali dell’Area Visual Arts del campus di Milano dell’Accademia hanno sviluppato interventi site-specific, integrati negli ambienti termali, che spaziano dalla pittura alla fotografia, dalla scultura al video e alle performance, invitando il pubblico a vivere un’esperienza immersiva e contemplativa. I progetti non si limitano a essere esposti, ma diventano parte integrante dell’allestimento ed entrano in relazione con gli spazi, modificandone la percezione e invitando il pubblico a vivere e ridefinire il concetto stesso di benessere.
Il progetto è stato inaugurato con la prima installazione “Chimera Acquatica” di Rebeka Xhaxha in occasione di un appuntamento di rilievo nel panorama artistico come la Milano Art Week 2026: un’opera scultorea potente che definisce le coordinate del dialogo tra arte contemporanea ed esperienza termale. A partire dal 26 maggio, il percorso artistico si è arricchito e completato con una selezione più ampia di opere diffuse negli spazi della struttura, trasformando le Terme De Montel in un laboratorio culturale e artistico aperto a tutti fino alla fine di dicembre di quest’anno.
A curare l’esposizione artistica e supportare il lavoro e i progetti degli studenti, Dario Pecoraro, Course Leader Triennio in Pittura e Arti Visive, e il docente NABA Nicolò Colciago. Per l’Area Visual Arts del campus di NABA sono stati coinvolti gli studenti: Edoardo Bonacina, Anastasia Gaffulli, Josefine Jyllnor, Vasil Kharkov, Stefania Marchetto, Caterina Perego, Togzhan Seitkulova, Rebeka Xhaxha.
Balneum – L’Immersione rappresenta uno dei tanti progetti che rispecchiano l’approccio learning by doing dell’Accademia, la capacità di lavorare a progetti interdisciplinari e le collaborazioni con partner istituzionali di riferimento, confermando il ruolo di NABA come interlocutore e propulsore di cultura, creatività e progettazione, capace di inserirsi con autorevolezza e continuità nei principali circuiti e appuntamenti culturali dei territori in cui opera.
Il percorso tra le opere di Balneum – L’Immersione
Gli studenti dell’Area Visual Arts del campus di
Milano di NABA, Nuova Accademia di Belle Arti hanno realizzato una serie di interventi artistici per il progetto Balneum – L’Immersione, ciascuno con una propria identità e linguaggio espressivo.Caterina Perego e Edoardo Bonacina, con l’opera Flotation Device (2026), hanno creato un dialogo tra disegno e fotografia. Le stampe Fineart inkjet e i disegni a grafite su carta oleata trasformano un oggetto ideale per la navigazione come la canoa, in un dispositivo inutilizzabile, suggerendo una nuova forma di “fluttuazione” e stimolando una riattivazione dello sguardo del fruitore.
Vasil Kharkov, con Oscillate (2026), ha realizzato un’installazione con rami, tessuto di tulle, spago e suono, che riflette la spirale della natura e il movimento umano. Lo spazio diventa delicato e immersivo, dove il vento e la terra entrano in dialogo e invitano a riflettere sull’identità e sull’origine di ciò che siamo.
Stefania Marchetto, con Soglia (2026), propone una stampa fotografica retroilluminata che trasforma il paesaggio in uno spazio ambiguo e immersivo. L’opera sospende il confine tra realtà e costruzione mentale, diventando una vera e propria soglia percettiva.
Rebeka Xhaxha, con Chimera (2026), utilizza frammenti di alluminio e filo di cotone per esplorare l’identità come realtà plurale. Figure ibride e materiali di scarto trasformati in superfici preziose rendono l’opera un atto di resistenza all’omologazione.
Josefine Jyllnor, con Aqueous (2023), presenta una serie di 6 disegni a pastelli a olio su carta che riflettono sul richiamo emotivo e rigenerativo dell’acqua, evocando la dimensione curativa e il desiderio di fuga.
Anastasia Gaffulli, con Narciso (2026), utilizza pellicola su vetro per indagare i temi della morte e della metamorfosi. L’acqua diventa portale verso un’altra dimensione, con la figura del gigante al centro a simboleggiare forza, espansione e trasformazione.
Togzhan Seitkulova, con Full Moon (2026), realizza un’installazione video e sonora immersiva, che estende il monologo interiore ed esplora la tensione di un viaggio verso la liberazione dai vincoli dell’esistenza.