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Reset Energia e l’approccio green alle bollette: energia pulita ad abbonamento

Il mese di gennaio ha fatto registrare un aumento del fabbisogno nazionale di energia elettrica; secondo i dati diffusi da Terna, la crescita - in linea con il trend che prosegue da settembre dello scorso anno - è stata di poco superiore al 4%. Il dato complessivo (28 miliardi di kWh) rappresenta il “valore mensile più alto dal 2014 a oggi”

Reset Energia e l’approccio green alle bollette: energia pulita ad abbonamento

La variazione positiva” - si legge nella nota stampa pubblicata dal Gruppo Terna sul proprio sito ufficiale - “conferma un andamento in ripresa della domanda di energia elettrica iniziato a settembre 2025. Il fabbisogno di gennaio è stato determinato da un giorno lavorativo in meno (20 invece di 21) e da una temperatura media mensile sensibilmente inferiore a quella dello stesso periodo di un anno fa di 1,7°C”.

Lo sviluppo delle FER fa calare l’import

A gennaio 2026, la produzione nazionale di energia elettrica è stata in grado di far fronte all’88,7% della domanda energetica mentre la restante parte è stata coperta dagli scambi con l’estero, ovvero le importazioni. Il dato relativo a queste ultime è particolarmente interessante: nel primo mese dell’anno hanno fatto registrare una diminuzione di circa un terzo (-33,2%). Ciò è dovuto, fanno sapere da Terna, a un aumento del contributo delle fonti rinnovabili, in particolare l’energia eolica e solare, abbinato alla crescita della produzione termoelettrica.

Le FER (Fonti Energetiche Rinnovabili) hanno soddisfatto quasi un terzo (31,7%) della domanda nazionale di energia elettrica, una quota leggermente inferiore rispetto a quella registrata nello stesso periodo dello scorso anno (32,3%). Il dato è figlio principalmente del sensibile calo della produzione idroelettrica (-13,2%).

Per quanto riguarda i singoli vettori energetici, dai dati Terna emerge come la variazione più ampia sia quella che interessa l’eolico, giunto a rappresentare il 33,8% della produzione da rinnovabili in virtù di una crescita del 16,2%. Incremento a due cifre anche per il segmento del solare fotovoltaico (+15,2%), che vale il 19,9% della quota FER a copertura della domanda elettrica. L’incremento complessivo è stato di oltre 230 GWh, dovuto all’aumento di capacità in esercizio (+261 GWh); calano, infine, la produzione idroelettrica (-11,4%) e geotermica (-2,2%). Stando a quanto rilevato da Terna, “considerando tutte le fonti rinnovabili, a gennaio 2026 la capacità installata è aumentata di 474 MW. Al 31 gennaio si registrano 84.003 MW di potenza installata, di cui, in particolare, 43.846 MW di solare e 13.768 MW di eolico”.

Per quanto parziale, e limitato temporalmente, il prospetto che si ricava dai dati di cui sopra fotografa in maniera piuttosto fedele lo stato attuale del mercato italiano dell’energia. Lo sviluppo delle rinnovabili ha fatto passi da gigante rispetto ai primi anni del nuovo Millennio ma, al contempo, fatica a mantenere un ritmo di crescita trasversalmente stabile tra i diversi vettori energetici, specie negli ultimi anni.

Gli obiettivi di decarbonizzazione fissati dal Green Deal europeo, così come i target delle “Aree Idonee”, restano alla portata ma solo a fronte di un deciso cambio di passo. L’urgenza di investimenti strutturali è dettata dalla conformazione stessa del mercato elettrico italiano, ancora profondamente dipendente da quello del gas naturale. Quest’ultimo, infatti, rappresenta il vettore energetico maggiormente utilizzato per produrre elettricità: da solo ‘pesa’ all’incirca quanto tutte le rinnovabili messe assieme. E, di conseguenza, è il fattore che più incide sulla formazione del prezzo dell’energia elettrica (che in Italia resta tra i più alti d’Europa).

Rinnovabili e mercato: la proposta innovativa di Reset Energia

Il rapporto esistente tra i due mercati energetici produce effetti tangibili anzitutto per gli utenti finali: i fruitori delle offerte a prezzo ‘variabile’ o ‘indicizzato’ sono alla mercè dell’andamento degli indici di riferimento per luce e gas. In termini pratici, per costoro risulta praticamente impossibile sapere in anticipo a quanto ammonterà la bolletta dell’energia, anche mantenendo costanti i consumi.

Ciò ha favorito, specie di recente, l’emergere di nuovi modelli commerciali, in grado di garantire una maggiore stabilità e, al contempo, coniugare sostenibilità economica ed ambientale. È questo l’obiettivo principale di Reset Energia, l’azienda fondata da Anass Tai e Tommaso Calemme, parte del gruppo uBroker, che si è ben presto imposta come uno degli attori emergenti del mercato italiano dell’energia. In che modo? Anzitutto attraverso un approccio innovativo, che premia un utilizzo responsabile e consapevole dell’energia in maniera chiara e trasparente.

Reset Energia, infatti, propone un servizio di fornitura - rivolto ad utenti domestici residenziali - a canone mensile fisso; l’importo di quest’ultimo comprende gli oneri di trasporto e gestione del contatore, gli oneri generali di sistema, le imposte e l’IVA oltre, naturalmente, al corrispettivo per i consumi. Rispetto alle classiche offerte a prezzo ‘fisso’, che spesso applicano un costo unitario bloccato alla sola componente energia, il modello Reset prevede tre offerte tra le quali poter scegliere. A ciascuna offerta corrispondono un importo mensile ‘tutto incluso’ e una certa quantità di energia, acquistata preventivamente dal fornitore per essere poi messa a disposizione dell’utente a copertura del suo fabbisogno energetico.

Nell’ottica di incentivare modelli di consumo più sostenibili, Reset implementa un meccanismo di ‘restituzione’ a favore degli utenti che riescono a consumare meno della soglia massima prevista dalla propria fascia di consumo, operando un ricalcolo dell’importo. L’energia rimasta inutilizzata non viene sprecata (ma redistribuita agli altri utenti) e permette al cliente finale di ottenere un credito rivalorizzato, che l’azienda riconosce tramite la bolletta emessa il mese successivo. Diversamente, per i consumi ‘extra soglia’ è prevista l’applicazione di un costo per kWh ‘tutto compreso’ (anche in questo, limitando le sorprese), ovvero anch'esso comprensivo di oneri, imposte e IVA.

La community di Reset e l’impegno a favore della sostenibilità

L’offerta commerciale di Reset, come detto, è orientata allo sviluppo di modelli di consumo improntati alla responsabilità e alla sostenibilità. L’azienda, in primis, opera in tal senso, distribuendo energia elettrica pulita, 100% green in quanto derivante da fonti rinnovabili certificate attraverso il meccanismo di annullamento delle Garanzie d'Origine.

Questa particolare attenzione verso la sostenibilità affonda le proprie radici nelle origini stesse di Reset; l’azienda fa parte di un gruppo industriale più grande (anch’esso operativo nel settore energia con all’attivo più di 130mila punti di fornitura e oltre 5 milioni di bollette emesse negli ultimi undici anni) ma nasce attorno a una community di utenti digitali, particolarmente sensibili a temi quali il risparmio e la riduzione dell’impatto ambientale in ambito domestico. Questi aspetti costituiscono l’asse portante delle politiche aziendali nonché dell’intensa attività di Reset sui principali social media, incentrata su contenuti ‘a tema’, soprattutto consigli su come risparmiare energia in casa e ridurre gli sprechi quando si utilizzano impianti ed elettrodomestici.

Non a caso, in breve tempo l’azienda si è imposta come il fornitore di energia con maggior seguito in Italia, potendo vantare una community di oltre cinquecentomila follower su diverse piattaforme. Fedele alla sua dimensione prettamente digital, Reset implementa un modello dinamico e partecipativo, che trasforma il risparmio in impegno attivo e concreto, mettendo a disposizione dei propri clienti una pratica web-app che consente di monitorare i consumi orari e visualizzare le proiezioni di spesa direttamente dal browser.

In tal modo, gli utenti potranno limitare o ridurre eventuali sprechi, e valutare i margini di ‘sforamento’ della propria fascia di consumo. Uno strumento smart per implementare un modello di consumo realmente sostenibile, tanto dal punto di vista economico quanto ambientale.

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