Tramontato il progetto Gigafactory, tanto caro all’ex ceo di Stellantis, Carlos Tavares, insieme alla joint venture Acc creata ad hoc, ecco che lo stabilimento (ex Fiat e Fca) di Termoli torna alla sua missione storica con la soddisfazione dei sindacati. Il 15 settembre prossimo inizierà la produzione del cambio Edct che sarà montato sui modelli ibridi del gruppo, quelli più richiesti dal mercato. La direzione di Stellantis, nel recente incontro con i sindacati, ha quindi confermato la produzione di tutti e tre i motori oggi assegnati: il Gse, per cui è prevista l’implementazione con lo standard Euro 7; il potente V6, che risente dei bassi volumi di Maserati, ma per cui si punta a una crescita; il Gme, che attualmente è a pieno regime, «ma di cui, in prospettiva - si legge nella nota delle organizzazioni - preoccupa la sostenibilità in ragione della grossa quota rivolta all’esportazione in America».
L’installazione delle linee per il cambio Edct sarà ultimata entro aprile con le pre serie pronte già a giugno. L’investimento è pari a 41 milioni. «Oltre al montaggio fanno sapere i sindacati Termoli avrà anche una parte di lavorazione a monte, con un’occupazione aggiuntiva a regime per 288 persone».
A questo punto, su un organico di 1.780 persone, gli esuberi si dovrebbero ridurre a circa 400, di cui 180 in trasferta in altre fabbriche del gruppo.
E i lavoratori di ritorno dal flop Acc? Saranno assorbiti. Soddisfatti Fim, Fiom, Uilm, Fismic, Uglm e Aqcfr. Dal piano industriale del 21 maggio i sindacati attendono notizie positive in scia a Termoli.