Che le polemiche italiane su fascismo & antifascismo siano un caso unico al mondo (neppure in Germania ridiscutono tanto del nazismo, o se lo fanno è nei luoghi deputati) è qualcosa che si ripete stancamente prima di stampare una nuova paginata sullargomento: cè quasi da arrendersi. Ridiscutere oggi di Salò, ma così pure rialzare i toni sugli Anni di piombo e su Piazza Fontana, su Pinelli, su Sofri, è anche il modo con cui parte della classe politica e giornalistica ricerca dei brandelli di giovinezza: non possono raccontarsi daver sempre vissuto in quella cinica pietraia che oggi sono diventati la politica e il giornalismo. Gente che leggeva Hilferding e oggi Dagospia, che frequentava i Campi Hobbit e oggi una ballerina Rai. Il Dopoguerra e gli anni Settanta ormai sono i dildo con cui si titilla la generazione di vecchi che tiene in ostaggio il Paese: accolti e stampati da giornalisti a loro affini anche nelletà. Non ne parlano al bar perché sono al potere. Una sciagura va dunque scongiurata: che ci si mettano anche giovani, a scimmiottare. Leggere che Azione Giovani interveniva nel dibattito sul fascismo faceva venire il capogiro.
Apprendere che ad accapigliarsi sui morti fascisti e comunisti erano le freschissime Giorgia Meloni (An) e Pina Picierno (Pd) era patetico a esser gentili. Vi prego, voi non dovete essere come loro. Siete già migliori di loro.Azione vecchi
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