Bambino morto all’asilo nido: la Procura apre un’inchiesta

Sono voluti tornare sul luogo della tragedia. Hanno sentito il bisogno di vedere per l’ultima volta le stanze dove trascorreva le mattinate il loro bambino, di parlare con le maestre, di provare a capire ciò che sfugge all’umana comprensione osservando il punto esatto dove il loro unico figlio ha smesso per sempre di respirare.
I genitori del bimbo di tre anni morto giovedì in seguito ad un malore mentre era all’asilo in via del Policastro a Tor Pignattara, ieri si sono fatti coraggio e sono andati al nido che frequentava il piccolo, una struttura comunale inaugurata lo scorso settembre, dove sono ospitati circa novanta bambini. Lacrime, disperazione, ma anche grande dignità. «Nonostante il dramma sono stati affettuosi con le educatrici», ha raccontato il presidente del XV municipio Giammarco Palmieri. Hanno dimostrato voglia di affrontare questo dramma», ha detto l’assessore capitolino alla Scuola Laura Marsilio uscendo dalla struttura dove anche ieri si è recata per portare il suo sostegno. L’assessore, che già giovedì aveva espresso la sua solidarietà alla mamma e al papà del bimbo, ha voluto dare anche un aiuto concreto mettendo a disposizione della famiglia così duramente provata personale specializzato per dare supporto.
L’asilo era regolarmente aperto, ieri mattina, anche se c’erano pochi bambini, visto che molti genitori hanno deciso di non portarli a scuola per non creare ulteriori disagi. Le educatrici che hanno assistito alla tragedia sono ancora sconvolte e hanno preso un giorno di riposo. «Il personale educativo - ha aggiunto l’assessore Marsilio - giovedì ha avuto cura di portare il piccolo in un’altra stanza affinché gli altri bimbi non assistessero alla tragedia».
La Procura ha aperto un’inchiesta e gli accertamenti saranno disposti dal pm Assunta Cocomello. Per il momento il fascicolo è intestato «atti relativi a», ossia senza ipotesi di reato e senza indagati. Il magistrato ha disposto l’esame autoptico, che è stato effettuato ieri presso l’istituto di medicina legale dell’università La Sapienza. Oggi verranno celebrati i funerali.
Giovedì era stata una mattinata come tante altre per il piccolo. Aveva serenamente giocato con gli altri bambini, tranquillo, nulla che facesse presagire l’imminente tragedia. Poi le maestre, come sempre, hanno messo i bambini a dormire per il sonnellino pomeridiano. È lì, nel lettino dell’asilo, che il cuoricino del bimbo ha smesso di battere. Senza che prima ci fosse stato un qualche segnale. «Nostro figlio non aveva alcun problema», hanno ripetuto increduli i genitori appena avvertiti. Eppure durante il riposino pomeridiano qualcosa è accaduto. Qualcosa che i medici chiamano «morte elettrica»: il cuore ha smesso improvvisamente di funzionare. Quando nel pomeriggio, intorno alle 15.30, le maestre si sono affacciate nella stanza dove riposavano i piccoli per svegliarli, lo choc: il bambino non respirava e il cuore non batteva, era incosciente e agonizzante. Inutile la corsa in ambulanza al vicino ospedale «Vanini», il piccolo è morto in pochi minuti. I genitori erano a L’Aquila per il funerale di un parente.

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