Al via la Banca del Sud Berlusconi: «In Italia ora comincia la ripresa»

Roma«Dopo la crisi stiamo iniziando la risalita: non è veloce, non ha forti numeri, ma è certamente una risalita». Nella grandissima Sala della maggioranza del ministero del Tesoro, Silvio Berlusconi fa il punto della situazione economica e presenta il nuovo Comitato promotore della Banca del Sud. La banca «non sarà un carrozzone», precisa, perchè il ruolo dello Stato è di promotore: avrà una quota minoritaria che sarà dismessa entro cinque anni. «Credito e legalità sono i pilastri per lo sviluppo del nostro Sud. E io - aggiunge il premier - sarò il secondo depositante, dopo il ministro Tremonti».
L’istituzione del Comitato promotore, composto da quindici persone e presieduto da Vito Dell’Erba (presidente dell’Associazione delle Casse di risparmio di Puglia e Basilicata), rappresenta un nuovo passo operativo dell’istituto che, nelle intenzioni del governo, dovrebbe contribuire a finanziare l’economia del Mezzogiorno, in special modo le piccole e medie imprese. Sarà compito del Comitato individuare e selezionare i soci fondatori (oltre allo Stato), definire la governance della banca, le specifiche funzioni e attività. Entro l’estate sarà pronto il piano industriale, in autunno arriverà l’ok di Bankitalia, ed entro l’anno dovrebbero vedersi i primi effetti sul territorio. Il capitale sarà in massima parte privato. La Banca potrà emettere, attraverso la rete del credito cooperativo e delle Poste, i cosiddetti «Sud bond», garantiti dallo Stato, cioè obbligazioni di scopo a medio-lungo termine che saranno tassate al 5% fino a un massimo di 100mila euro per sottoscrittore, anzichè al 12,50%. «Siamo il primo governo - può dire Giulio Tremonti - che per il Mezzogiorno ha fatto una banca e una fiscalità di vantaggio».
Le banche di credito cooperativo socie e le Poste metteranno a disposizione i loro sportelli. «É un buon progetto», commenta l’amministratore delegato delle Poste, Massimo Sarmi, che sta già lavorando per adeguare gli sportelli postali al nuovo compito. «É un progetto coerente con la missione delle banche di redito cooperativo - dice Alessandro Azzi, presidente di Federcasse - a favore delle piccole e medie imprese». Pareri favorevoli giungono dalla Confcommercio e dall’Unioncamere, mentre per il Pd si tratta di uno «spot elettorale che durerà qualche settimana».
Comunque, Berlusconi appare sicuro della «risalita» dell’economia. Una delle prove, spiega, è che il settore automobilistico non ha insistito per ottenere aiuti pubblici. «Questo ci dice - osserva il presidente del Consiglio - che le cose stanno migliorando. Il governo non aveva gli occhi chiusi davanti alla crisi, ma ha dato importanza al fattore psicologico, e ora bisogna cavalcare l’ottimismo».
Il premier conferma che è stata trovata anche un’intesa sul decreto sviluppo: la maggior parte dei 300 milioni di euro che saranno stanziati per finanziare gli incentivi riguarderà i settori dei motocicli, degli elettrodomestici e cucine componibili, delle macchine per uso agricolo e industriale, delle abitazioni ad alta efficienza energetica, dei motori marini per il diporto. Via libera anche agli stanziamenti per la banda larga (800 milioni). Il decreto conterrà misure contro l’evasione fiscale internazionale. Sarà inoltre istituito un fondo da 422 milioni per fronteggiare le crisi industriali, finanziando ristrutturazioni di siti industriali in cui operano aziende in crisi.

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