Berlino cerca sponde nel sistema bancario europeo per arginare l'avanzata di UniCredit su Commerzbank. Secondo quanto riportato da Bloomberg, il governo tedesco avrebbe avviato contatti informali con alcuni istituti di credito per valutare l'ingresso di un investitore strategico in grado di rilevare una quota o persino il controllo della banca di Francoforte. I colloqui, tuttavia, non sarebbero andati oltre una fase preliminare, segnalando la difficoltà di costruire un'alternativa credibile all'offerta pubblica di acquisto lanciata a metà marzo dal gruppo guidato da Andrea Orcel. Il governo federale è determinato a preservare l'indipendenza dell'istituto, di cui resta il secondo azionista, ma anche i limiti delle opzioni disponibili. Il nodo è strategico: il timore è che il baricentro decisionale di una banca chiave per il finanziamento delle pmi tedesche possa spostarsi da Francoforte a Milano. Dal ministero delle Finanze tedesco, interpellato, è arrivato un «no comment».
Nel frattempo, sul fronte industriale, Commerzbank si prepara a una revisione della strategia con possibili nuovi tagli occupazionali. Secondo il quotidiano Handelsblatt, il piano ancora da definire e da discutere con i sindacati potrebbe ampliare la riduzione già annunciata di 3.900 posti a inizio 2025. L'aggiornamento al 2030 sarà presentato l'8 maggio. Tra le leve, un maggiore ricorso all'intelligenza artificiale nelle attività amministrative. A complicare ulteriormente il quadro è intervenuta l'autorità di vigilanza BaFin (la Consob tedesca), che ha richiamato Unicredit per comunicazioni giudicate «sensazionalistiche e non oggettive» diffuse durante l'offerta. Gli annunci poi rimossi descrivevano Commerzbank come «trascurata» e «orientata al breve termine», contrapponendola a una banca «forte» sotto la guida italiana. BaFin ha ricordato che, in base alla normativa sulle Opa, sono vietate comunicazioni fuorvianti o suggestive. In caso di violazioni, sono previste sanzioni.
Il confronto resta acceso: il 4 maggio i soci
dell'istituto di piazza Gae Aulenti saranno chiamati a votare l'aumento di capitale necessario all'operazione, mentre il governo tedesco e il management di Commerz continuano a opporsi a quella che definiscono un'acquisizione ostile.