Mediobanca, balzo delle adesioni all'Ops

Caltagirone consegna i suoi titoli e Mps supera il 27%. La speculazione di Gavio

Mediobanca, balzo delle adesioni all'Ops
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Balzo in avanti delle adesioni all'Ops su Mediobanca lanciata dal Monte dei Paschi: ieri alle casse incaricate sono stati consegnati 63,4 milioni di azioni di Piazzetta Cuccia facendo salire le adesioni dal 19,44% di mercoledì al 27,06% del capitale. L'offerta è stata lanciata lo scorso 14 luglio e terminerà il prossimo 8 settembre. Sarebbe l'imprenditore Francesco Gaetano Caltagirone («no comment» del portavoce) ad aver apportato circa il 7,5% della banca milanese. La soglia minima del 35% del capitale dovrebbe essere raggiunta senza problemi.

Nel frattempo, la cassaforte della famiglia Gavio, dopo aver venduto titoli di Mediobanca come hanno fatto altri soci del patto di consultazione, ha invertito la marcia nel giorno in cui l'assemblea dei soci

ha bocciato l'offerta pubblica di scambio su Banca Generali e ha cominciato ad acquistare azioni. Lo shopping è proseguito anche mercoledì: la holding Aurelia ha acquistato 62.500 azioni di Mediobanca ad un prezzo medio ponderato di 20,95 euro, per un controvalore di circa 1,3 milioni di euro. Nella stessa giornata ha effettuato un acquisto di opzione call con sottostante di 50mila azioni ad un prezzo di 0,505 euro. Perché comprare adesso? C'è il sospetto che possa essere una strategia, sua ma anche di alcuni fondi hedge, per tenere alto il prezzo di Mediobanca e costringere così Mps a propore un rilancio per cassa più robusto.

Di certo, la decisione sull'entità del rilancio spetta al cda del Monte dei Paschi. Resta il fatto che, come ha scritto Il Giornale mercoledì, la cifra più probabile non dovrebbe superare 500 milioni di euro per convincere quanti più indecisi possibili a consegnare le proprie azioni Mediobanca a Mps. L'ad Luigi Lovaglio sarebbe più propenso a varare un incremento dell'offerta robusto, in modo da raggiungere una quota di Piazzetta Cuccia superiore al 50% (meglio ancora al 66,67% che gli consentirebbe di controllare sia l'assemblea ordinaria sia quella straordinaria) per poi esercitare un'influenza decisiva sulla governance e poter sprigionare al massimo le sinergie sulle

Dta, le tasse differite di cui l'istituto di Rocca Salimbeni è ricco. Tra gli azionisti Caltagirone e Delfin c'è una sostanziale indifferenza sul quantum aggiuntivo da proporre, mentre dal Mef (ancora socio del Monte con l'11,7%) l'idea sarebbe quella di portare avanti un rilancio idoneo ad annullare lo sconto portando l'offerta a premio, ma senza prendersi più rischi del dovuto.

Intanto, continua lentamente a riaprirsi lo sconto dell'offerta del Monte rispetto ai corsi di Borsa a cui viaggia il titolo di Piazzetta Cuccia.

Ieri lo sconto è tornato al 3% circa dopo che in Piazza Affari il titolo dell'istituto guidato da Luigi Lovaglio ha chiuso invariato a 7,96 euro e quello di Mediobanca è salito dello 0,34% attestandosi a 20,79 euro. Ai valori di ieri, per chiudere il gap tra le due azioni Siena dovrebbe mettere sul piatto un rilancio in contanti di circa 525 milioni.

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