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Mps, caos intorno al nome di Lovaglio

Speculazioni su un presunto appoggio del Tesoro all’amministratore delegato

Mps, caos intorno al nome di Lovaglio
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È caos di speculazioni intorno al nome di Luigi Lovaglio, l'amministratore delegato del Montepaschi. Ieri l'agenzia Reuters ha sparato la notizia di un presunto appoggio del ministero dell'Economia per la conferma dell'amministratore delegato, anche se ben difficilmente il Tesoro metterà becco nella formazione della nuova governance di Mps. Da un lato, è vero che un mese fa il ministro Giancarlo Giorgetti ha espresso compiacimento per l'operato di Lovaglio, ma ha anche ribadito che il Mef è ormai sotto al 5% e vuole mantenersi socio silente del gruppo. In ogni caso, anche se così fosse, non significherebbe che Lovaglio alla fine verrà riconfermato ai vertici di Rocca Salimbeni. Il gruppo Caltagirone, in seguito alle indiscrezioni sul voto del Tesoro, sottolinea che «il cda di Mps sta ancora discutendo sull'eventuale regolamento della lista dei consiglieri» per questo «attende, per esprimere il proprio parere, l'assemblea e la consultazione eventualmente prevista». Al momento la disputa è tutta interna al consiglio dove ci sono idee diverse circa il futuro della neo acquisita Mediobanca. Lovaglio preme per la fusione con Piazzetta Cuccia e in seguito lo scorporo delle attività di banca d'investimento e private banking, che continuerebbero a vivere in una entità legale autonoma col marchio Mediobanca. Nel board, però, alcuni consiglieri vorrebbero mantenere la società quotata, procedendo a incrementare il flottante fino ad arrivare al 30-35%. Nella due giorni di lavori a Roma, si è parlato della stesura del nuovo piano che una parte del cda vorrebbe rinviare a dopo il rinnovo del consiglio, eventualità che non ha visto però la risposta positiva della Bce. Il nodo è la posizione delicata di Lovaglio, coinvolto suo malgrado nell'indagine della Procura di Milano sul presunto concerto per la scalata a Mediobanca. Il comitato nomine sarebbe orientato a non includerlo nella rosa dei consiglieri che formerebbero la lista del nuovo cda. Il prossimo consiglio è convocato per giovedì, che dovrebbe recepire le procedure per presentare la lista.

Intanto oggi si riunirà in mattinata il board di Banco Bpm, dove si discuterà dell'adeguamento dello statuto alla Legge Capitali. L'istituto intende presentare la lista del cda e il dibattito verterà sull'opportunità o meno di far approvare le modifiche a un'assemblea straordinaria dei soci. Nel frattempo, sembra non essere del tutto risolta la questione della procedura d'infrazione aperta dalla Commissione europea per l'utilizzo del Golden Power alla vicenda Unicredit-Bpm. «Ad oggi l'Italia non ha ancora presentato una risposta formale», ha detto ieri un portavoce dell'esecutivo comunitario. «Il termine per la presentazione della risposta da parte dell'Italia è fissato alle 23:59 del 21 gennaio. Una volta che l'Italia avrà trasmesso la risposta attraverso i canali appropriati, la Commissione avvierà la propria valutazione».

Roma ha modificato la disciplina Golden Power, allargando il suo perimetro alla sicurezza economica e la sospensione dell'esercizio dei poteri speciali per il settore finanziario fino al parere delle autorità europee competenti. Modifiche che, salvo svolte clamorose, dovrebbero sanare le perplessità europee.

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