Cultura e Spettacoli

Barbareschi e la Carlucci: no ai tagli per il mondo dello spettacolo

I due esponenti della maggioranza alla manifestazione di Roma contro i tagli al Fus. La Carlucci: riconoscimento di "piccole e medie imprese" e riforma degi enti lirici 

Barbareschi e la Carlucci: no ai tagli 
per il mondo dello spettacolo

Roma - Il mondo dello spettacolo è sulle barricate. Un centinaio di esponenti, soprattutto del teatro, si sono riuniti alla Sala Umberto di Roma, per dare voce alla loro protesta, che - con un singolare gioco delle parti - era guidata da due esponenti della maggioranza: Gabriella Carlucci e Luca Barbareschi, del Pdl. Entrambi avevano sperato che nelle ultime riunioni del consiglio dei ministri venissero eliminati i tagli al Fus (Fondo unico per lo spettacolo), ma così non è stato e Barbareschi dice: "Sarò una spina nel fianco di questo governo; non posso permettere che venga preso in giro tutto un settore. Evidentemente esiste un piano affinché la cultura venga abbandonata. Ma io darò battaglia sul Fus".

Solidale anche la Carlucci, che è la principale ispiratrice della legge per lo spettacolo dal vivo che, dopo un’attesa di sessanta anni, sembra ora davvero vicina ad essere varata, con un testo bipartisan. "Il segreto - spiega - è che questa volta noi parlamentari della Commissione cultura siamo davvero tutti d’accordo su un unico testo, noi della maggioranza e i colleghi dell’opposizione. L’importanza è che la legge venga approvata in Commissione, perché se arriva in aula si disperderà e resterà incagliata".

Intanto, gli esponenti del teatro hanno dato testimonianza del loro impegno e della loro rabbia. C’erano grandi del palcoscenico, come Giorgio Albertazzi, Umberto Orsini, Maurizio Scaparro; giovani divi, come Stefano Accorsi e Pier Francesco Savino; direttori di teatro, come Sergio Escobar del Piccolo; il presidente del’Agis, Francesconi ed altri: tutti d’accordo nel creare una manifestazione pubblica, magari in occasione della fine del Festival di Spoleto, che chiude domenica.

Nel frattempo la Carlucci ha spiegato che uno degli obiettivi da raggiungere è di far riconoscere alle aziende dello spettacolo la qualifica di "piccole e medie imprese", che assicurà vantaggi fiscali e accesso al credito, oltre ad uno status politico, affinché lo spettacolo venga considerato un comparto significativo non solo della cultura, ma anche del mondo dell’economia, con varie centinaia di migliaia di addetti; e vanno riformati gli enti lirici, ha concluso Carlucci, che da soli assorbono più della metà del Fus e spendono il 70% delle risorse per il personale.

Commenti