D i vino e donne si parla a lungo, a volte a sproposito. Il lato rosa (anzi rosé) del calice è ormai una realtà consolidata. Ma fa sempre notizia scoprire che un'azienda si identifica quasi totalmente con un volto femminile, peraltro giovane e grazioso. Quello di Viviana Malafarina, la cui storia da sola varrebbe una pagina. Genovese, chef di yacht, finisce per avventura e vento propizio (ma all'epoca lei non poteva saperlo) a dirigere un'azienda dall'altro capo della penisola, nel Vulture lucano, in una zona ad alto tasso di maschilismo. Lei è guardata con il sospetto riservato agli «stranieri» e alle donne (figuriamoci alle straniere donne), di vino non sa quasi nulla, non è enologa, non è manager, non è proprietaria, non è cantiniera. Ma grazie anche alla collaborazione con il prezioso tuttofare Pierpaolo Sirch e con l'enologo lorenzo Landi, nel giro di pochi anni prende Basilisco, azienda lucana del colosso Feudi di San Gregorio, e lo trasforma in un piccolo gioiello nella realizzazione di quel tesoro misconosciuto dell'enologia meridionale, l'Aglianico del Vulture che in genere si liquida con: è il Barolo del Sud. E amen.Basilisco è una piccola realtà assai significativa di Barile, la cittadina dello «shesh», lo storico parco delle cantine scavate nel tufo che ne fanno un luogo di eccezionale rilevanza storico-antropologica. Produce tre vini, dalle etichette elegantemente sobrie.
I due Aglianico sono il Teodosio, dodici mesi in barrique francese, elegante ed equilibrato, con un magnifico richiamo di frutti di rossi; e il Basilisco, più ambizioso, con una nota balsamica a nobilitarne il piglio già verticale. Notevole anche il bianco Sophia, da uve Fiano in purezza, che fa solo acciaio e si presenta suadente e floreale ma anche con una spiccata personalità. Cercateli. Beveteli.Basilisco, il Vulture al femminile
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