In battaglia con gli antichi soldati greci

«Nella Grecia antica, quando un guerriero fuggiva dal campo di battaglia, la prima cosa che abbandonava, per poter correre più velocemente, era il proprio scudo; quando moriva, il suo scudo costituiva la barella sulla quale i suoi commilitoni lo riportavano a casa. Le madri spartane dicevano ai propri figli di tornare con o sopra il loro scudo, e il termine riptaspís, “colui che abbandona lo scudo”, era sinonimo di “codardo”».
In queste parole, con cui si apre il 46º volume della Biblioteca storica del Giornale dedicata alle civiltà di Grecia e Roma, Le grandi battaglie dell’antica Grecia, Andrea Frediani ci conduce immediatamente al nocciolo della questione: è il coraggio la vera, unica arma del soldato, e chi non la possiede non merita gli onori, né da vivo né da morto. È questo il sottile ma indistruttibile filo conduttore che lega la guerra di Troia a quelle del Peloponneso, le campagne in Asia alle grandi battaglie della Magna Grecia. È come se i grandi condottieri e i semplici opliti portassero tutti nel cuore il monito di un’anonima madre spartana, ben sapendo che «colui che abbandona lo scudo» non è degno di memoria.
Le grandi battaglie dell’antica Grecia sarà in edicola, in abbinata facoltativa con il Giornale, al prezzo di 5,90 euro oltre al costo del quotidiano. Seguiranno, nelle prossime settimane, Atene segreta, di Umberto Albini; Alcibiade, di Jacqueline de Romilly; Mitridate. Il nemico mortale di Roma, di Giuseppe Antonelli; Marc’Antonio, di Furio Sampoli.

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