Battiti, tra diamanti e diamanti: una mostra a Roma ispirata al baseball

Da domani e fino al 25 settembre al Complesso Monumentale del S. Michele quattro installazioni di Rocco Dubbini, Antonio Rovaldi, Donatella Spaziani e Adrian Tranquilli

Nell'ottica di suscitare interesse per il mondiale di baseball, le cui fasi finali si svolgeranno a Roma, da domani e fino al 25 settembre sarà ospitata nel prestigioso Complesso Monumentale del S. Michele «Battiti, tra diamanti e diamanti», una mostra che accosterà il mondo del baseball ai temi dei diamanti, della musica, della fotografia e dell'arte in genere.
Per giustificare il connubio tra questi mondi così diversi (il baseball e le attività presentate durante l'evento), abbiamo scelto di esplorare il tema delle emozioni e della passione, elementi trasversali sia al baseball che a ogni tipo di arte e che quindi accomunano e avvicinano questi due mondi.
L'idea di una mostra d'arte durante le finali dei campionati di baseball 2009, ha come linea di condotta la scelta di cinque artisti ai quali verrà chiesto un lavoro site specific sul tema del gioco e intorno alle diverse sollecitazioni che il titolo potrà dare loro. La mostra non sarà quindi un semplice evento collaterale ma avrà un suo percorso e una riconoscibilità sia nell'evento da cui prende vita sia come evento artistico autonomo. Sarà anche un esperimento intorno al quale interrogare gli artisti, tutti di mid career, su un tema, quello del baseball, fuori dalle tradizioni e dagli orientamenti culturali italiani ed europei. Quattro installazioni dunque più che una mostra collettiva, in quanto ad ogni artista è stato assegnato uno spazio autonomo nel prestigioso complesso romano.
Quattro ambienti, uno per ciascun artista. Quattro installazioni a tema. Una mostra che entra a far parte degli eventi delle giornate dei campionati, che a partire dai campionati si inserisce a pieno titolo nella ricerca artistica corrente. Una mostra che si propone di saper dire, di saper domandare ad artisti e fruitori cosa e quanto un gioco tanto famoso, e allo stesso tempo lontano dalle nostre tradizioni, è capace di sollecitare.
Gli artisti selezionati (Rocco Dubbini, Antonio Rovaldi, Donatella Spaziani e Adrian Tranquilli) hanno una buona esperienza museale, e sono tra coloro in grado di misurare l'opera con lo spazio specifico loro assegnato. Le chine su carta sono di Ottorino Mancioli.
Nella Sala delle Navi l'artista Antonio Rovaldi realizzerà una video-installazione che prevede la proiezione in sincrono di due video sui lati corti della grande sala delle navi; su uno schermo verrà filmato un battitore che lancia una palla da baseball, registrandone tutta la mimica dei movimenti, sull'altro, posto di fronte, verrà filmata una palla da baseball che rompe ritmicamente decine di chincaglierie in porcella, ceramica, oggettistica kistch. Quasi che la potenza di un gesto, l'eleganza di un movimento possa far giustizia anche sul cattivo gusto, sulla mancanza di bellezza.
Nella cripta centrale l'artista Adrian Tranquilli realizzerà una scultura con uno dei personaggi che da anni fanno parte della sua ricerca creativa. La grande figura di un batman la cui posa delle braccia e del mantello segna il perimetro di un campo di Baseball. Le mani sono in posizione di ricevuta.
Un lavoro che rappresenta il legame tra la cultura dei comics, il ruolo che hanno avuto nel costume del nostro paese, e l'immaginario collettivo nei confronti del gioco del baseball. Un'opera in cui le figure dell'eroe, dei comics e dello sport, si alternano e si scambiano di ruolo.
Nel Piccolo atrio Rocco Dubbini realizza in un piccolo ambiente una installazione con tre fotogrammi che ritmicamente occupano le pareti laterali e quella centrale, con gigantografie di una Marylin Monroe adagiata su un campo da gioco e circondata da palle da baseball. Il ritmo della proiezione sarà scandito da movimenti e suoni dei flash fotografici delle macchine da reporter anni cinquanta. Il lavoro è un omaggio all'immaginario collettivo che si è formato nel nostro paese, dove il gioco del baseball è spesso stato associato alla figura della grande attrice americana, che ne ha veicolato la conoscenza e la confidenzialità.
Infine nel Giardino del Chiostro Donatella Spaziani posizionerà delle radioline sugli alberi del giardino. Oggetti di modernariato che l'artista tornerà a mettere in uso, ciascuno dei quali trasmetterà momenti di registrazioni di partite di baseball in diverse lingue, e in italiano con la voce di Elio e le Storie Tese che hanno spesso commentato, con competenza, le partite trasmesse nel nostro paese. Un lavoro che punta a sollecitare una riflessione su momenti di memoria collettiva e sul significato di grande aggregazione che lo sport veicolato dalla radio, nonostante la mancanza dell'immagine, è riuscito a creare. Gli alberi del giardino rappresentano custodi di memoria antica, capaci di preservare quella presente. Un'opera da ascoltare, che suggerisce di saper vedere.

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