La Bce conferma: in ottobre i tassi verranno ancora alzati

Il costo del denaro è rimasto ieri invariato al 3%, ma i rischi di inflazione richiedono altri giri di vite

Rodolfo Parietti

da Milano

«Stretta vigilanza». La Bce torna a utilizzare la formula che ha un solo, inequivocabile significato nel lessico dell’Eurotower: un aumento dei tassi d’interesse. Rimasto fermo ieri al 3%, come s’addice a una tradizione consolidata in base alla quale non è mai stato alzato in due riunioni consecutive, il costo del denaro verrà ritoccato verso l’alto di un altro quarto di punto in ottobre, quando il comitato della banca centrale tornerà a riunirsi a Parigi. Mossa, dicono gli analisti, che comunque non esclude un altro intervento entro la fine dell’anno.
Il ruolino di marcia per la stagione autunno-inverno 2006 sembra in effetti già delineato. E poco suscettibile di aggiustamenti. A dispetto della Federal Reserve, dove le smagliature sulla direzione da impartire alla politica monetaria sono venute a galla in tutta evidenza con la pubblicazione delle minute del vertice dell’8 agosto, il board della Bce si muove in perfetta sintonia. «La decisione di lasciare i tassi invariati è stata presa all’unanimità», ha precisato il presidente Jean-Claude Trichet durante la conferenza stampa che ha seguito il direttivo. E lo stesso fronte comune è pronto ad affrontare i pericoli di un ulteriore surriscaldamento dell’inflazione. «C’è bisogno che permanga una forte vigilanza - ha aggiunto il numero uno dell’istituto -, in maniera tale da assicurare che i rischi che minacciano la stabilità dei prezzi siano contenuti». Il mix potenzialmente indigesto è composto da caro-petrolio, crescita superiore alle attese di prezzi e tasse e da una dinamica salariale in accelerazione.
Non a caso, Francoforte è stata costretta a rivedere le già poco rassicuranti proiezioni elaborate nello scorso giugno: l’inflazione è collocata ora, sia per il 2006 sia per il 2007, al 2,4% contro, rispettivamente, il 2,3 e 2,4% precedente. Pur ribadendo che nessuna decisione viene presa ex ante, Trichet ha spiegato che la Bce «continuerà progressivamente a ridurre il carattere accomodante della politica monetaria» se l’inflazione resterà sopra il limite di tolleranza del 2%. Del resto, come era apparso evidente nella riunione di inizio agosto, la Bce confida nel sostegno della crescita economica per continuare a serrare le redini monetarie. Un primo semestre migliore del previsto, soprattutto in Germania, ha infatti permesso all’Eurotower di alzare le stime relative al Pil 2006, accreditato di un’espansione tra il 2,2 e il 2,8% per una media del 2,5% (2,1% nelle previsioni precedenti), e a quello 2007, in aumento tra l’1,6 e il 2,6% (media del 2,1% rispetto all’1,8% precedente). Trichet non è sembrato eccessivamente preoccupato del rallentamento in atto negli Stati Uniti, le cui implicazioni negative sull’euro zone sono inevitabili: «Non voglio minimizzare l’impatto dell’economia statunitense, ma per gli scambi commerciali la Gran Bretagna è per noi più importante degli Usa».

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