Beccaria spiega perché punire anche le Ong

Si è più volte letto sui giornali e sentito, da parte di chi pensa bene, che le sanzioni previste dal decreto sicurezza alle Ong, che trasportano migranti in Italia, siano troppo elevate.

Si è più volte letto sui giornali e sentito, da parte di chi pensa bene, che le sanzioni previste dal decreto sicurezza alle Ong, che trasportano migranti in Italia, siano troppo elevate. Tant'è che questo governo intende abbassarle, non cancellarle. Come può, si chiedono le anime belle, il Paese di Beccaria tollarare multe da un milione di euro a una Ong. Difficile non apprezzare il giurista milanese che con il suo Dei delitti e delle pene e con Il tentativo analitico sui contrabbandi ha per primo fatto un ragionamento sistematico sulle sanzioni penali, sulla loro utilità e proporzione. Incredibile, ma scontato, il fatto che nessuno scomodi Beccaria quando a venire multati da parte del sindaco o del governatore, siano 4 sprovveduti salernitani, a cui vengono inflitti mille euro di multa per non aver indossato una mascherina. Secondo alcune proposte le multe per le Ong che importano migranti potrebbero essere di entità inferiore. A proposito di proporzionalità. Ma anche di algebra, come diceva il filosofo milanese: «L'algebra non essendo che un metodo preciso e speditissimo di ragionare sulle quantità, non è alla sola geometria od alle altre scienze matematiche che si possa applicare, ma si può ad essa sottoporre tutto ciò che in qualche modo può crescere o diminuire, tutto ciò che ha relazioni paragonabili tra di loro». Chiaro no?

D'altronde il nostro sistema giuridico e sanzionatorio segue, per esempio nel campo tributario, principi che amplificano le sanzioni proprio in virtù di una logica risarcitoria oltre che punitiva. In tempi di Covid ad esempio, forse qualcuno potrebbe applicarla a chi importa immigrati senza diritto all'asilo e con virus, per dirne una. Solo per seguire la stretta considerazione algebrica di Beccaria. Il quale scriveva pure «Le pene non devono solamente essere proporzionate fra loro ed ai delitti nella forza, ma anche nel modo di infliggerle. Non solamente è interesse comune che non si commettano delitti, ma che siano più rari a proporzione del male che arrecano alla società Alla esattezza matematica bisogna sostituire nell'aritmetica della politica il calcolo delle probabilità. Prendete i multati di Salerno e i trafficanti di uomini e Ong un po' troppo disinvolte e pensate forse che sia stata applicata questa proporzionalità? E infine il principio cardine della sanzione dei delitti e delle pene: «Uno dei grandi freni dei delitti non è la crudeltà delle pene, ma la infallibilità di esse . La certezza di un castigo, benché moderato, farà sempre una maggiore impressione, che non il timore di un altro più terribile, unito colla speranza della impunità». I ragazzi salernitani senza mascherina, i ristoratori milanese multati per la manifestazione durante il lockdowan, i cittadini italiani evasi dagli arresti domiciliari decisi con dpcm senza una ragione formalmente valida si ricorderanno della certezza del castigo. Si può dire altrettanto dei comandanti delle navi Ong che forzano e decidono come se non ci fosse un domani?

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