Befera, conversione di un montanaro a poppa di uno yacht

Genova Un montanaro va al mare. E i diportisti onesti tirano un sospiro di sollievo: rimborso della tassa di possesso per le barche più piccole, il preconcetto da ribaltare secondo il quale il contribuente ha quasi sempre torto, un fisco che non va più a caccia di armatori ma considera finalmente alla stessa stregua acquisti di pari valore, senza penalizzare chi preferisce la barca al camper. Al Nautico di Genova, Attilio Befera, direttore dell'Agenzia delle Entrate, non c'era mai stato («sono un montanaro»); per questo la sua incursione al Salone ha avuto il sapore di una piccola rivoluzione. L'occasione offerta dal convegno Ucina «Scegliere la nautica: politica, fisco, imprese per tornare a essere industria leader», d'altronde, era ghiotta: al dibattito partecipavano Massimo Mucchetti, presidente della Commissione Industria, Commercio, Turismo del Senato, Felicio Angrisano, comandante generale delle Capitanerie di Porto, e il padrone di casa Anton Francesco Albertoni, presidente di Ucina-Confindustria Nautica. C'era da capire come far ripartire un mercato sprofondato ancora del 27% dal 2011 al 2012, che però, se verranno confermate le stime di crescita del Pil per il 2014, potrebbe tornare a crescere del 7% nei prossimi 14 mesi. Quale sarebbe stato l'atteggiamento del fisco in tale contesto? Stampa specializzata e la stessa Ucina lo avevano anticipato: la nautica fa pace con il fisco. A sentire i toni concilianti di Befera c'è quasi da crederci.
«Ho scelto di essere qui perché il fisco vuole e deve essere amico della nautica, anche se in passato non lo è stato - ha esordito - C'è stato un cambiamento, anche politico, nel modo di considerare la nautica come elemento di sviluppo per il Paese, non solo come elemento di prelievo». E ancora: «Non più solo indice di ricchezza, oggi la barca va considerata indice di produzione di ricchezza. Il fisco è favorevole alla ricchezza, purché sia legittima, perché più gli italiani sono ricchi più si presume che il gettito aumenti e che questo consenta un effetto di redistribuzione».
I ricchi non devono più piangere, dunque? Da Befera non solo parole: è quasi pronto infatti il provvedimento per il rimborso della tassa di possesso, pagata a maggio ma corretta a luglio, per le imbarcazioni tra i 10 e i 20 metri. «Non grandi cifre, ma un atto simbolico». A testimoniare che qualcosa è cambiato, c'è la nuova regolamentazione del noleggio occasionale, basata su un limite di giorni e non più di introiti, e la nuova edizione, dopo sette anni, della guida «Nautica e Fisco» per aiutare i diportisti a orientarsi tra norme e gabelle.
«Il nuovo redditometro - ha aggiunto Befera - non guarda più al bene in sé ma al denaro sborsato, si basa sulla semplice equazione del quanto spendi-quanto guadagni». L'Agenzia delle Entrate, raccontata dal suo capo supremo, promette di seguire con logica le spese dei contribuenti: «È quello il momento in cui rappresentiamo lo Stato, esercitiamo il potere impositivo, per cui dobbiamo ascoltare, essere equilibrati, trasparenti, professionali».
Prima dell'accertamento è previsto un contraddittorio in cui le spiegazioni plausibili verranno accettate. Se la barca me la regala lo zio d'America posso stare tranquillo. Nessuno liberi tutti, però. «È normale che il fisco ogni tanto debba mettere paura - è l'avvertimento di Befera - Ricordo che in questo Paese l'evasione resta superiore ai 100 miliardi di euro».