«Bel mare ed entusiasmo, grazie Genova»

(...) eccezionale: sessione di allenamento del maxi catamarano svizzero, che ha scelto la lanterna per preparare la sfida di America's Cup contro Bmw Oracle. Una sessione di allenamento che entusiasma stampa e televisioni nazionali e internazionali, che dai gommoni e dalle barche dello Yacht Club Italiano, «catturano» le gesta di Alinghi 5. Un paio di giri di navigazione, ed ecco risalire la direzione del vento, ammainare la randa e fissare il boma nelle acque del mar ligure. E l'emozione è garantita; perché l'Alinghi 5, pur non essendo il più grande catamarano al mondo, e neppure il più strano, il defender della 33esima America's Cup, resta indiscutibilmente un concentrato di tecnologia per uno scafo lungo oltre trenta metri e largo venticinque. Una specie di «ragno» fra traverse di prua e poppa, puntoni, e bompresso, che lancia una sfida fatta di leggerezza e velocità. Vantando inoltre il primato di essere stata la prima barca al mondo (e della storia) ad aver il 7 agosto «trasvolato» sulle Alpi, nella zona del San Bernardo, appesa al maxi elicottero russo Mi26T e atterrata a Genova per il varo in mare, mentre l'albero, alto 50 metri e pesante due tonnellate viaggiava in un altro elicottero. L'obiettivo del team svizzero - che si avvale del supporto del cantiere Amico & Co - era e resta, quello di testare e ottimizzare la barca nelle acque genovesi tra brezze leggere estive, le stesse che Alinghi 5 incontrerà tra sei mesi nel mare di Ras al Khaimah, la località negli Emirati Arabi scelta come paese ospitante della prossima America's Cup. Il catamarano detentore del trofeo vinto per la seconda volta nell'estate 2007 a Valencia, affronterà così fino a metà settembre parte della preparazione, appoggiandosi allo Yacht Club Italiano presieduto da Carlo Croce. A dirsi soddisfatti per la scelta, il supporto e l'entusiasmo dimostrati dalla città di Genova sono soprattutto i membri del team: Ernesto Bertarelli, presidente di Alinghi; Brad Butterworth (Nz), skipper e tattico; Murray Jones (Nz), stratega; Pierre-Yves Jorand (Sui) allenatore del sailing team; Alain Gautier (Fra), esperto di multiscafi; Francesco Rapetti (Italia) addetto all'albero; Lorenzo Mazza (Italia) trimmer e Silvio Arrivabene, ingegnere responsabile della programmazione tecnica e coordinatore della costruzione. Rilassato e sorridente è apparso l'armatore Bertarelli, lo svizzero di radici romane ex leader della farmaceutica Serono, ora velista a tempo pieno che ha precisato: «Abbiamo scelto Genova per diverse ragioni. La prima è perché, non si può far volare troppo a lungo un elicottero di nove metri di altezza e 30 di lunghezza con sotto una barca da trentacinque metri di lunghezza e trentacinque di larghezza. Genova è la località ideale per noi, essendo il porto più vicino alla Svizzera dove si trova la nostra base. Anche la seconda ragione è legata al porto, perché è molto grande e ben attrezzato. Il supporto dei genovesi poi è stato eccezionale - ha aggiunto soddisfatto -, dobbiamo ringraziare il cantiere Amico e lo Yacht Club Italiano. Siamo inoltre grati all'Ente Nazionale per l'Aviazione Civile Enac, che ha concesso i permessi necessari per il volo dell'albero e della barca sul territorio italiano, alle forze dell'ordine e a quanti ci stanno permettendo di lavorare bene. Qui abbiamo trovato condizioni di vento ottimale: vento leggero e vento molto forte. Questo mese è molto importante per noi, perché deciderà in anticipo le modifiche e gli sviluppi da fare sulla barca per la prossima Coppa America».
Sempre ieri a Genova Alinghi ha presentato uno dei suoi sponsor: è la casa d’alta orologeria svizzera Hublot, sponsor del team per la 33esima America’s cup.

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