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Maternità over 40: cosa c'è da sapere

Quello della gravidanza tardiva è un fenomeno in costante aumento. In Italia, circa il 5% delle gravidanze riguarda donne di età superiore ai 40 anni. Circa il doppio rispetto a 20 anni fa

Maternità over 40: cosa c'è da sapere
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La si definisce "gravidanza tardiva" ed è un termine utilizzato per le donne gravide di età pari o superiore a 40 anni. Storicamente, la definizione si è evoluta. In passato, infatti, si parlava di gravidanza in età avanzata a partire dai 35 anni. Recentemente si parla anche di una nuova categoria: le gravidanze con età estremamente avanzata. Si tratta delle donne incinte dai 45 anni in su.

Gli studi perinatali nel 1995 hanno dato un tasso del 2.3% di donne che partoriscono dopo 40 anni. Nel 2010 erano del 3.45% e del 5% nel 2016.

I motivi sono diversi: il progresso della procreazione medicalmente assistita (PMA), ma anche un vero e proprio fenomeno sociale che si è sviluppato: le donne fanno figli sempre tardi. Le ragioni sono tante: la contraccezione, il tempo dedicato alla carriera come prioriotà, l'occasione di incontrare il coniuge e il sentisi "pronte"!

Possibilità di diventare mamma dopo i 40 anni

A 40 anni si può essere ancora giovani e in buona salute ma la fertilità diminuisce sensibilmente. Per fascia di età, a 35 anni si ha una probabilità del 66% di avere un figlio in 12 mesi. Mentre a 40 anni la probabilità scende al 44%, fino ad arrivare al 20% all'età di 45 anni.

Dopo i 40 anni è fortemente consigliato, quando si vuole intraprendere una gravidanza, fissare un appuntamento per un consulto preconcezionale. Infatti, il più delle volte, le donne non sono consapevoli di alcuni rischi della gravidanza in età avanzata. È importante che possano porre domande al proprio medico, che valuterà la paziente in modo da programmare per adattare il follow-up ideale: diagnosticare diabete, ipertensione arteriosa, possibili patologie cardiache e la loro storia ostetrica.

Una gravidanza attentamente monitorata

Una gravidanza tardiva è sottoposta ad un attento monitoraggio. Il primo trimestre è sempre un periodo complicato, e lo è ancora di più quando si tratta di gravidanza in una donna sopra i 40 anni. Infatti, il rischio di aborto spontaneo aumenta perché la qualità dell'ovocita è correlata all'età. Il numero di ovociti che può presentare un'anomalia cromosomica è maggiore.

Per tutte le gravidanze sono previste 3 ecografie a 12, 22 e 32 settimane ma visto il rischio di ritardo della crescita è preferibile fare un'ecografia aggiuntiva a 28 settimane e una molto vicina al termine. Se non c'è una storia complicata e si tratta di una gravidanza naturale, non è richiesto alcun seguito particolare. In caso di gravidanze multiple o di procreazione assistita, invece, viene istituito un monitoraggio più stretto. il ruolo delle ostetriche domiciliari è molto importante perchè saranno in grado di monitorare la pressione arteriosa, verificare la buona vitalità fetale, talvolta effettuare monitoraggi clinici. Hanno anche un ruolo di supporto perché alcune donne possono essere stressate dall'evento.

Quali screening per la trisomia?

Storicamente, l'amniocentesi veniva proposta alle donne di età superiore ai 38 anni ma oggi le offerte di screening sono aumentate. Lo stesso screening, con misurazione della traslucenza nucale e i marcatori sierici nel primo trimestre, è molto importante. Se i risultati comunicano un rischio intermedio, vale a dire un rischio compreso tra 1/250 e 1/1000 di avere un figlio con sindrome di Down, oppure un rischio elevato (tra 1/50 e 1/250) si completa l'indagine con il NIPT, un esame molto meno invasivo dell'amniocentesi, poichè il DNA del bambino viene prelevato dal sangue della madre.

I rischi per la mamma e il bambino

Per la madre ci potrebbero essere alcuni rischi come ad esempio l'ipertensione come la preeclampsia, che si riscontra soprattutto nel caso della donazione di ovociti per motivi di immunità.

L'aumento del diabete gestazionale e della mortalità materna durante la gravidanza è una cosa rara ma gli studi dimostrano che il rischio di morte della madre aumenta del 12% per ogni anno in più di età.

Complessivamente, dopo i 45 anni, c'è un reale aumento di tutti i rischi, compresa la morte in utero, soprattutto negli ultimi 15 giorni prima del termine. Per questi motivi a volte il travaglio viene indotto poco prima del termine.

Per quanto riguarda il parto, il tasso per il taglio cesareo è del 40% (se taglio cesareo d'urgenza o programmato). Ci sono anche più presentazioni podaliche di bambini e un maggior rischio di prematurità. Può esserci una prematurità “spontanea”, oppure una prematurità “indotta”: vale a dire che a causa dell'ipertensione o della preeclampsia, il personale medico può dover indurre il travaglio prima del termine.

Incinta dopo i 40 anni, rilassati!

In generale, i medici ritengono che le donne siano più stanche durante la gravidanza dopo i 40 anni. Essendo solitamente socialmente più attive, quindi è importante spiegare loro che questa non è una gravidanza come le altre: non è una malattia, ma si deve vivere diversamente con ritmi meno frenetici.

Inoltre le neo mamme riprendono le forze meno rapidamente dopo il parto. Se ci sono rischi, la gravidanza tardiva verrà seguita da vicino dagli operatori sanitari, per rassicurare queste mamme "over" e supportarle nel loro percorso.

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