La nevralgia del trigemino è una sindrome cronica neuropatica che interessa il quinto nervo cranico, ovvero quello responsabile della sensibilità del volto e della masticazione.
Si manifesta con crisi di dolore di breve durata. L’algia, che può riguardare la mandibola, la fronte e l’occhio, è spesso descritta come una scossa elettrica o una pugnalata.
Quanti ne soffrono e tipologie
La nevralgia del trigemino fortunatamente è una condizione rara. La sua incidenza, infatti, è di circa 5 casi ogni 100mila individui. Colpisce soprattutto le donne di età compresa fra i 50 e i 60 anni, mentre è quasi impossibile diagnosticarla prima dei 40 anni.
A seconda delle caratteristiche del dolore si individuano tre tipologie di nevralgia del trigemino:
Nevralgia del trigemino di tipo 1: è la forma tipica ed è caratterizzata da un dolore acuto ed intermittente
Nevralgia del trigemino di tipo 2: il dolore è intenso e costante e si associa a sensazioni di bruciore
Nevralgia del trigemino di tipo 3: è l’espressione di un’altra patologia, ad esempio la sclerosi multipla.
Le cause
Spesso la nevralgia del trigemino è idiopatica, ovvero non si conoscono le cause. Quando invece queste sono note, nella maggior parte dei casi, sono riconducibili ad una compressione del trigemino e ad una malattia di base.
Compressione del trigemino
Nell’80-90% dei casi a scatenare la nevralgia del trigemino è il contatto fra il nervo e un vaso sanguigno adiacente. Tale vicinanza provoca una compressione sulla terminazione nervosa che innesca:
Un’alterazione funzionale (il trigemino invia segnali anomali al cervello)
L’erosione della guaina mielinica (il rivestimento protettivo intorno al nervo).
Malattia di base
La nevralgia del trigemino può dipendere anche da condizioni patologiche quali:
Disturbi del sistema nervoso (sclerosi multipla)
Traumi
Lesioni cerebrali
Infezioni
Tumori.
Cosa sono i trigger points
Molti soggetti presentano alcune aree del viso sensibili chiamate “trigger points” che, se stimolate, possono innescare una crisi dolorosa. Tali zone sono localizzate vicino gli occhi, le orecchie, il naso, le labbra e la cavità orale.
Tra le azioni che più frequentemente attivano i trigger points ricordiamo: parlare, mangiare, bere bevande troppo calde o troppo fredde, baciare. Ancora lavarsi i denti, radersi la barba, truccarsi e persino esporsi al vento.
I sintomi tipici
Il sintomo principale della nevralgia del trigemino è un dolore lancinante, improvviso e unilaterale a livello della mandibola, della mascella superiore, dei denti, delle gengive, della guancia, dell’occhio e della fronte.
Oltre all’algia acuta i pazienti accusano anche:
Sensazione di formicolio o intorpidimento prima di una crisi
Tic dolorosi nelle zone colpite
Fenomeni vasomotori come arrossamento, aumento della secrezione nasale, lacrimazione.
Gli attacchi durano da pochi secondi fino a due minuti e, nei casi più gravi, possono ripetersi anche centinaia di volte al giorno. Tra un episodio e l’altro può persistere un dolore sordo o una sensazione di bruciore.
Le strategie terapeutiche
L’obiettivo della strategia terapeutica è quello di ridurre la frequenza e l’intensità degli attacchi. Il primo fondamentale approccio si basa sulla somministrazione di farmaci che stabilizzano gli impulsi nervosi.
La Carbamazepina è l’anticonvulsionante di elezione. Ad esso possono essere associati antidepressivi triciclici. In caso di intolleranza alla Carbamazepina si opta per altre molecole quali Oxcarbazepina, Gabapentin, Lamotrigina.
Se i farmaci si rivelano inefficaci, è possibile valutare l’intervento chirurgico. L’operazione standard è la decompressione microvascolare. Esistono poi procedure mininvasive (iniezione di glicerolo, rizolisi a radiofrequenza) e la radiochirurgia stereotassica.
Alcune buone abitudini
L’adozione di
alcuni semplici accorgimenti è in grado di ridurre la frequenza delle crisi, di seguito alcune indicazioni base:
Preferire cibi a temperatura ambiente e di consistenza morbida
Evitare sostanze stimolanti come la caffeina
Utilizzare spazzolini con setole morbide
Coprire il volto con una sciarpa in caso di vento o di freddo
Intraprendere un percorso di psicoterapia cognitivo-comportamentale per gestire lo stress cronico.
Consultate sempre il medico che vi aiuterà nella diagnosi ed a fornirvi le giuste indicazioni