Non è di certo un mistero che camminare è un'attività a basso costo che porta con sé numerosi benefici per la salute generale. Grazie a una nuova ricerca resa disponibile dal British Journal of Sports Medicine è emerso che passeggiare può essere un vero e proprio salvavita per la salute degli anziani, senza che sia richiesto uno sforzo fisico eccessivo. Il dato più sorprendente che emerge da questo nuovo studio, però, è che a fare la differenza non è tanto la frequenza con cui gli anziani dovrebbero camminare, quanto il conto totale dei passi effettuati. Come già emerso anche da un precedente studio condotto dall'Università di Harvard, per gli anziani basta un'attività fisica limitata per arginare il rischio di incorrere in patologie cardiache che possano sfociare in infarti e portare, dunque, alla morte. E, in generale, basta davvero poco per migliorare lo stato di salute generale e sperare in una vecchiaia più serena dal punto di vista fisico.
Lo studio pubblicato sul British Journal, infatti, è partito da un presupposto che molto spesso viene sottovalutato. Ossia che chi ha 70 anni o più potrebbe avere delle difficoltà a fare attività motorie per mantenere il proprio stato di salute. Difficile, dunque, chiedere a una persona anziana di camminare ogni giorno o di percorrere necessariamente lunghe distanze. Si tratterebbe, in questo caso, di sfide così fuori dalla portata di chi ha un'età anagrafica elevata da scoraggiare chiunque. La nuova ricerca, però, rivela che basta camminare anche solo una o due volte alla settimana per avere dei benefici da non sottovalutare e che possono aiutare a migliorare le condizioni della vita e del proprio cuore.
La ricerca ha coinvolto un campione di 13.547 donne statunitensi, con un'età media che si aggira intorno ai 72 anni, nessuna con problemi o malattie cardiaci e nessuna a cui fosse stato diagnosticato il cancro. Lo studio è andato avanti per quattro anni, dal 2011 al 2015 e ognuna delle partecipanti ha indossato un activity tracker per una settimana all'anno. I dati sono poi stati monitorati per i dieci anni successivi dall'equipe di ricerca. Alla fine del 2024, quando i dati sono stati raccolti, 1765 donne sono decedute, mentre 781 hanno confermato di aver sviluppato patologie legate alla salute del cuore. Il vero dato importante che i ricercatori hanno sottolineato è stato che fare almeno quattromila passi uno o due giorni alla settimana riduce del 26% la mortalità generale e del 27% quella legata a malfunzionamenti cardiaci. Il dato aumenta se aumentano i giorni di camminata: le donne che hanno fatto quattromila passi tre volte alla settimana hanno ridotto addirittura del 40% il rischio di mortalità.
Va comunque sottolineato che lo studio pubblicato è uno studio di tipo osservazionale: una ricerca, dunque, che non può stabilire in modo netto e inconfutabile un rapporto di causa ed effetto. Tuttavia i dati raccolti sono abbastanza netti - sebbene costruiti intorno a un campione appartenente interamente al genere femminile - e questi confermano che il volume dei passi effettuati è molto più importante della frequenza con cui ci si dedica all'atto di camminare.
Meglio dunque camminare solo due volte alla settimana e raggiungere i quattromila passi, che camminare ogni giorno e non avvicinarsi alla soglia. Va da sé, comunque, che maggiore è il numero di passi effettuati durante le uscite e maggiori saranno i benefici per cuore e mortalità.