da Milano
Silvio Berlusconi conferma la volontà di dialogare con il partito democratico sulle riforme. Lo fa con una lunga intervista al settimanale Tempi (in edicola domani allegato al Giornale). «La data delle elezioni è una prerogativa esclusiva del capo dello Stato», dice il leader del centrodestra. «Non voglio la data del voto, ma la presa datto che una fase politica è finita. Trattiamo un accordo sul proporzionale».
Confermato lincontro di venerdì pomeriggio con Walter Veltroni alla Camera. I tempi «sono molto ristretti». «Le condizioni sono quelle di lavorare a un sistema elettorale proporzionale, con unalta soglia di sbarramento, che non cancelli il bipolarismo, ma lo renda più maturo ed efficiente. Io non ho parlato di sistema tedesco, anche se lo considero una delle soluzioni possibili, insieme a quello spagnolo, che fra laltro a mio giudizio è più semplice e adatto alla situazione italiana».
Ma Berlusconi ha parlato anche del nuovo soggetto politico cui vuole dare vita. «Un partito che chieda consenso su un programma, per qualcosa e non contro qualcuno. Se avrà la maggioranza lo realizzerà, altrimenti cercherà liberamente alleati che lo condividano con convinzione. Il popolo della libertà è costituito da tutti coloro che oggi aderiscono a Forza Italia, dagli altri movimenti politici del centrodestra, dalle associazioni come i Circoli della libertà e del Buongoverno. Fini e Casini faranno liberamente le loro scelte. Certo, fossi in loro aderirei subito al grande progetto».
Fiducia ribadita ieri sera al termine di un incontro nella sede milanese dei Circoli della libertà guidati da Michela Vittoria Brambilla. «Sabato e domenica torneremo tutti ai gazebo e raccoglieremo le preadesioni al partito. Ci aspettiamo un grande ritorno. Abbiamo consensi incredibili, i sondaggi dellaltro giorno ci danno al 34,8 per cento. Tutto ciò che avviene, anche in internet, ci dice che cè grande entusiasmo e grande fiducia». Berlusconi non si è detto sorpreso né dalla fiducia sul pacchetto welfare posta dal governo né sulla verifica nella maggioranza chiesta da Rifondazione: «Vi ricordate che avevo detto qualcosa al riguardo», sorride ai giornalisti.
Lincontro nella sede dei circoli, previsto per le 19, è cominciato alle 20,10 ed è durato unora e un quarto. Doveva essere una visita privata negli uffici appena allargati e ristrutturati, e il Cavaliere scendendo dallauto non aveva voluto parlare ai cronisti e non sembrava particolarmente contento di essere atteso da flash e telecamere. Pare anche che non gli fosse troppo piaciuta nemmeno la lettera inviata lunedì dalla Brambilla ai presidenti dei Circoli locali. Soprattutto per quel passaggio in cui si dice «felice di comunicare che i Circoli potranno diventare sedi del nuovo Partito della libertà».
Dalla svolta di San Babila Forza Italia sta ragionando su come realizzare la transizione. Un passaggio difficile nel quale i vertici azzurri temono si possa incuneare la Brambilla. Così, presa visione della lettera, i malumori degli azzurri si sono acuiti.
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