Berlusconi: a settembre il varo del nuovo processo penale

Roma«Siamo orgogliosi» per i primi quattordici mesi di «risultati concretissimi». E al rientro dalla pausa estiva, a partire dal mese di settembre, l’azione del governo proseguirà, seguendo le priorità già delineate (tra cui figurano la ricostruzione post-terremoto in Abruzzo, l’impulso su tutto il territorio a realizzare opere pubbliche e infrastrutture, le misure per garantire la sicurezza dei cittadini e contrastare invece la criminalità organizzata, magari attraverso il maggiore utilizzo per le strade di militari, il piano di sviluppo per il Sud). E ponendosi pure un altro obiettivo dichiarato, legato stavolta al settore giustizia: «Porteremo a termine la riforma del processo penale», uno degli impegni a cui il Cavaliere tiene di più.
Ai microfoni del Gr1, nel giorno in cui vola in Sardegna per trascorrere la prima parte delle ferie d’agosto, Silvio Berlusconi ne approfitta per rivendicare i risultati ottenuti finora da Palazzo Chigi, con lo sguardo a ciò che deve ancora essere realizzato. Così, assicura che alla ripresa «continueremo con la realizzazione delle case per i trentamila sfollati dell’Aquila, apriremo molti cantieri per le opere pubbliche sia al Nord che al Sud, aumenteremo la difesa dei cittadini contro la criminalità singola e organizzata, anche con l’utilizzo delle forze armate. E infine, metteremo a punto un piano per il Sud che vede maggiori infrastrutture, fiscalità di vantaggio, misure per il turismo».
L’intervista radiofonica, andata in onda al mattino presto, gli dà il la per affrontare ancora una volta la questione crisi economica, convinto com’è, in ogni caso, che «dagli ultimi segnali che provengono dalle istituzioni internazionali, l’Italia sembra essere il Paese che va meglio in Europa». Una presa d’atto che «mi dà ulteriore fiducia». Da qui a sapere, però, quando inizierà davvero la ripresa, ce ne passa eccome. «Davvero non so e nessuno può dire - aggiunge il premier - quanto durerà ancora la crisi economica». Di «certo» - è l’invito all’ottimismo, alla fiducia, che rivolge di continuo ormai da mesi - «dobbiamo riprendere al più presto le nostre abitudini di vita e di consumo».
Si volta pagina. E si sfiora, senza mai entrare nel merito, il caso delicato dell’inchiesta sugli appalti sanitari in Puglia, che vede coinvolti alcuni esponenti del centrosinistra locale e in parte la giunta guidata da Nichi Vendola, vittima, a suo dire, di una sorta di complotto. L’occasione si presenta con una domanda incentrata sul quotidiano diretto da Ezio Mauro, sempre pronto a criticare l’operato del presidente del Consiglio. «Repubblica parla anche di servizi segreti deviati - replica il diretto interessato, che pare alludere all’accusa lanciata dal governatore pugliese - mentre a me pare che di deviato, di questi tempi, ci sia soprattutto certo giornalismo».
Basta poco, a seguire, per tornare sulle recenti affermazioni critiche nei confronti della Rai, «aggressioni», secondo il Partito democratico. «Ho avuto modo di dire quello che pensa la maggioranza degli italiani», è il primo commento del Cavaliere, che ribadisce il suo punto di vista: «È inaccettabile che la televisione pubblica, pagata con i soldi di tutti, sia l’unica al mondo a essere sempre contro il governo», quando «ci siamo noi alla guida». Quando a vincere le elezioni politiche è dunque la coalizione di centrodestra. La premessa conduce dritta dritta a un secondo ragionamento. «La sinistra, che quando fu al governo permise che la Rai attaccasse quotidianamente l’opposizione - spiega Berlusconi, sempre al Giornale radio 1 - dovrebbe invece oggi apprezzare quanto questo governo dice». Ovvero, «la Rai non deve attaccare nessuno», ma limitarsi a «fare ciò che deve fare una televisione di servizio pubblico», che ha come «missione», in primo luogo, «quella di informare». Poi, in seconda battuta, ha il compito di «formare» e, «solo come terzo obiettivo, divertire».

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