Berlusconi: "Voto inutile, campagna demagogica"

Il premier non cade nel tranello dell'opposizione, che punta sul voto per dare la spallata al governo: "Non è un test politico"

Roma - Sgonfiare. Minimizzare. Depotenziare. Cancellare insomma la possibile valenza politica dei referendum e mettere così al riparo Palazzo Chigi da qualsiasi risultato esca dalle urne. Questa, ridotta all’osso, la strategia di Silvio Berlusconi in vista delle consultazioni popolari. «Un voto inutile - dice - però noi rispetteremo il volere dei cittadini. E l’esito non avrà nulla a che vedere con il governo».
Dopo la sconfitta del centrodestra ai ballottaggi di Milano e Napoli, l’opposizione punta forte sui referendum, soprattutto su quelli sul nucleare e sul legittimo impedimento, per assestare la spallata decisiva. «Ci saranno comunque conseguenze politiche», afferma da qualche giorno Pier Luigi Bersani. Il raggiungimento del quorum resta difficile, ma stavolta non sembra impossibile. Preoccupa l’atteggiamento della Lega che, stando agli umori registrati da Radio Padania, potrebbe mobilitarsi per il sì sull’acqua. «È una consultazione attraente - le parole di Umberto Bossi - perché questo è un bene di tutti». Il Cavaliere ha fiutato la trappola e cerca di sterilizzare i quesiti. Innanzitutto, dando mani libere di scelta agli elettori: «Noi non daremo nessuna indicazione ai nostri sostenitori, che avranno libertà di scelta, anche se questi referendum nascono da iniziative demagogiche».
Si tratta, insiste il premier, di «un voto inutile» su domande mal poste. «Il quesito sull’acqua - spiega - è del tutto fuorviante, perché non è vero che la legge che si vuole abrogare voglia privatizzarla, ma soltanto porre fine a degli incredibili sprechi nella gestione delle risorse idriche. Per non parlare poi del nucleare: le norme sulla localizzazione delle centrali sono state già abrogate e quindi adesso si chiede ai cittadini di pronunciarsi sul nulla».
Ad ogni modo, assicura il Cavaliere, «il governo si astiene dal prendere qualsiasi posizione o iniziativa al riguardo e si adeguerà alla volontà dei cittadini». Del resto questa è la regola base della democrazia. «Se gli italiani ci diranno, anche con questo voto, anche se è inutile, di volere l’energia nucleare, noi prenderemo atto della scelta e ci comporteremo di conseguenza». E il governo, non rischia in caso di una vittoria dei sì? «Nessun pericolo - risponde Berlusconi -. L’esito della consultazione non ha davvero nulla a che vedere con la vita dell’esecutivo».
Anche il neosegretario del Pdl Angelino Alfano cerca di pilotare il referendum su un percorso non politico. «È una questione figlia pure dell’emotività nata dalle drammatiche vicende giapponesi, per cui non vogliamo influire dando un’indicazione di governo e di maggioranza. Qualunque sarà la decisione del popolo, non la considereremo né contro né a favore».
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