Da stropicciarsi gli occhi. Abituata al duopolio quasi arrogante di Real Madrid e Barcellona, a distacchi abissali in classifica e ai soliti noti, Messi e Cristiano Ronaldo, la Spagna si risveglia incredula dal weekend. Legge la strana coppia Betis e Levante al primo posto e al secondo (con Barça e Siviglia). La seconda squadra di Siviglia fa parte della storia della Liga, ma il suo momento doro risale a sessantanni fa. Esclusa la coppa del Re 2005, viene da stagioni mediocri, retrocessa in Segunda division, da cui è prontamente risalita nel 2010, con laggravante dei successi degli odiati rivali andalusi. I derby di Siviglia sono sentitissimi per la consolidata divisione politica delle tifoserie: simpatizzante di destra quella del Betis, della sponda opposta i rojiblancos del Siviglia Fc. La rosa è zeppa di comprimari, spicca il paraguayano Roque Santa Cruz, 30 anni, punta talentuosissima quanto fragile e perciò scaricata da Bayern e Manchester City; interessante lecuadoriano Jefferson Montero, la sorpresa si chiama Salva Sevilla (nome da predestinato), esordiente in Liga a 27 anni.
Il Levante faceva parlare per la crisi, nel 2008 Gianni De Biasi lasciò la Comunità Valenciana per tornare a salvare il Torino, anche perché non lo pagavano più, il presidente dellAic Damiano Tommasi cera arrivato due anni prima. Fra i titolari gli sconosciuti Ballesteros, Iborra e Juanlu, hanno battuto i galacticos di Mourinho, gol di Arouna Konè, ivoriano discontinuo ma nelle giornate di vena davvero esaltante. Laltro talento è basco, Del Horno, passato anche dal Chelsea.
Betis e Levante, la Liga dei fenomeni si scopre capovolta
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