L'italiano che sfida il vento con l'aquilone dei record

Ha un diametro di 40 metri. Sono stati usati 354 metri di nylon. C'è voluto un anno di lavoro

Si chiama Bol l'aquilone più grande più grande in assoluto mai costruito, con una circonferenza di 40 metri ed è stato realizzato con 354 metri di nylon spinnaker in un anno di lavoro. E lo ha costruito un italiano, Edoardo Borghetti, grande appassionato di aquiloni fin da bambino. Passione avuta dal padre che gli ha trasmesso un amore profondo per il vento, il cielo, i colori e per tutto ciò che può librarsi nel cielo, con la sensazione di «agganciarsi» alle nuvole tenendo fra le mani un filo. Ricorda ancora con emozione quando aveva sei anni e iniziò a costruire i primi semplici aquiloni a losanga, con delle stecche «prelevate» da una vecchia persiana in midollino, della carta velina e con lunghissime code fatte a catena. Di quelle domeniche passate con il naso all'insù è rimasto l' entusiasmo e la gioia di continuare a costruire aquiloni con forme e materiali particolari come il carbonio, il kevlar o il nylon spinnake. Rimasto vedovo a 27 anni e con una figlia piccola da crescere, Borghetti ha avuto una vita difficile e piena di vicissitudini ma l'entusiasmo e una buona dose di ottimismo insieme alla passione per gli aquiloni lo ha aiutato a superare tanti ostacoli. A questo proposito ricorda una bellissima frase citata nel libro Il piccolo principe di Antoine-Marie- Roger de Saint-Exupéry che lo hanno fatto riflettere nei momenti più delicati della sua vita: È una follia odiare tutte le rose perché una spina ti ha punto, abbandonare tutti i sogni perché uno di loro non si è realizzato, rinunciare a tutti i tentativi perché uno è fallito. Per ogni fine c'è un nuovo inizio. La passione per gli aquiloni si concretizza nel 1994 con l'associazione VolaRho che l'anno successivo si associa all'A.I.A (Associazione Italiana Aquilonisti), sino a qualche anno fa un punto di riferimento per mantenere in contatto tanti appassionati sparsi in Italia. Da allora è stata una continua crescita di esperienze non solo tecniche ma soprattutto umane. Nel 2009 va in pensione e decide di dedicare tutto il suo tempo libero alla realizzazione di aquiloni ed è l'unico italiano a rappresentare il Belpaese nei festival di aquiloni e nelle manifestazioni nazionali ed internazionali in Francia, Svizzera, Inghilterra, Canada, India, Indonesia, Singapore e Malaysia, Thailandia, Sud Korea, Sud Africa e infine China, Paese dove nati gli aquiloni. Ma l'ambizioso obiettivo di Edo è un altro, riuscire a trasmettere il suo entusiasmo e la sua gioia ai bambini, insegnando loro la tecnica di realizzarli, con lo stesso entusiasmo che ancora oggi, dall'alto dei suoi 198 centimetri gli fa rivivere le stesse emozioni di quando era bambino. È molto importante per Edoardo Borghetti sottolineare che questa sua nuova attività di laboratori per realizzare aquiloni non ha alcun ritorno economico. Quando si reca presso le scuole, dove è spesso invitato per insegnare ai bambini a costruire aquiloni, chiede al massimo un contributo per il materiale e quando è invitato a manifestazioni all'estero i biglietti del viaggio. Mentre quando si reca negli ospedali mette a disposizione gratuitamente tutto il materiale necessario, tutto pur di strappare qualche sorriso ai piccoli degenti e questo rappresenta per lui il più grande regalo. In questa nuova veste di educatore Borghetti si sente investito da un ruolo di responsabilità verso i bambini, aiutandoli a vivere al di fuori degli schemi stereotipati del mondo d'oggi dove i giovani vivono «imprigionati» nel mondo informatico sin da piccoli. I cosiddetti nativi digitali nascono già preparati ad affrontare un mondo informatizzato ma rischiano di perdere inevitabilmente il contatto con le piccole cose, i giochi all'aria aperta, magari senza comprendere importanti valori come l'autenticità, la semplicità e l'umiltà. E agli adulti vuole ricordare un'altra frase tratta dal «Il piccolo principe»: «Tutti i grandi sono stati piccoli, ma pochi di essi se ne ricordano». Basterebbe fare uscire il «fanciullino» di che è dentro di noi, come diceva Giovanni Pascoli, imparando a meravigliarsi delle piccole cose come fanno i bambini e il mondo potrebbe essere senz'altro migliore. Allora, come direbbe Edoardo Buon vento a tutti!
Un po' di storia I primi aquiloni risalgono al 1000 a.C. in Cina, dove erano realizzati in bambù e carta. Materiali ancora oggi utilizzati in Giappone, Thailandia, Indonesia, India, America Latina ,dove gli aquiloni hanno un grande significato rituale perchè il «filo» rappresenta la congiunzione fra terra e cielo, tra gli esseri umani e le divinità. Interi paesi e regioni partecipano alla realizzazione di questi grandi uccelli volanti facendoli volare per riti propiziatori, per favorire un buon raccolto, per la gioia della nascita di un bimbo o allontanar egli «spiriti» cattivi. E pensare che in origine gli aquiloni erano utilizzati quasi esclusivamente in ambito militare, ad esempio per segnalare pericoli ai soldati e per chiedere rinforzi. Il ruolo ludico degli aquiloni si affermò con la dinastia Tang. Oggi esistono diversi tipi di aquiloni: Statici (ad un filo) Acrobatici e da Trazione (a due o 4 cavi). Con gli aquiloni pilotabili a due o a 4 cavi, si svolgono delle gare indoor everi e propri campionati internazionali.

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