Da Biaggi a Jorge. Vale li fa impazzire così

Brno Effetto Valentino Rossi: appena ti avvicini e ti illudi di poterlo battere, cominci a sbagliare. L'ultimo, in ordine di tempo, a scottarsi, a subire la pressione del campione della Yamaha è il suo compagno di squadra, Jorge Lorenzo.
«Nella mia carriera - puntualizza Rossi - ho sentito e letto di presunti giochini psicologici o mie frasi dette per indebolire gli avversari. Ma dopo le beghe con Biaggi e Gibernau ho sempre cercato di tenere le mie energie per la pista: sono vecchio e non mi posso permettere distrazioni. Sicuramente quando guido ho una visione della gara piuttosto lucida: è il mio punto di forza. Probabilmente, Lorenzo quando mi ha superato (17º giro, ndr) pensava di andarsene, ma se io sono a posto uno non mi va via. È chiaro che io significo tanto per gli altri piloti: sono al vertice da anni e battermi vorrebbe dire prendere lo scettro del numero uno».
Ci hanno provato in tanti, ma, chi prima, chi dopo, tutti si sono arresi alla superiorità del fenomeno di Tavullia. Ecco un elenco degli avversari della classe regina bruciati da Rossi.

2001 Max Biaggi. La rivalità con Max è altissima, soprattutto fuori dalla pista, perché in sella la superiorità di Valentino è schiacciante. Nel 2001, però, i due arrivano a Brno separati solo da quattro punti, con Biaggi (allora in sella alla Yamaha con Rossi sulla Honda) in grande rimonta. Brno è la pista di Max e la sfida tra i due è di altissimo livello, ma al 13º giro, mentre si trova al comando, Biaggi cade e dice addio ai sogni mondiali. Dopo quella scivolata, Max non sarà mai più così competitivo.
2004 Sete Gibernau. Rossi passa alla Yamaha e Gibernau diventa il suo avversario più ostico. Sete impegna sempre e batte qualche volta Valentino, fino in Qatar, quando Gibernau e la sua squadra fanno reclamo contro Rossi per una presunta irregolarità. Valentino viene retrocesso in ultima fila, Sete vince la gara, ma incappa nell'ira del rivale, che gli giura vendetta eterna: dopo di allora, Gibernau non è più salito sul gradino più alto del podio.

2008 Casey Stoner. L'australiano della Ducati è il nuovo fenomeno del motociclismo, un campione straordinario, capace nel 2007 di battere Rossi e di conquistare il titolo. Nel 2008 parte con qualche difficoltà, ma si riprende alla grande, ottiene tre eccezionali successi consecutivi e si presenta a Laguna Seca in forma strepitosa. In prova rifila, di passo, quasi un secondo al giro a Rossi, ma in gara cambia tutto, con Valentino capace di superarlo al Cavatappi, una difficilissima variante in discesa, mettendo le ruote della sua Yamaha sulla terra. Stoner perde il controllo, finisce secondo, dopo una scivolata, e nei GP successi sbaglia a ripetizione. Anche nel 2009 mostra dei limiti, finché un misterioso male lo costringe a un riposo forzato per tre GP: la speranza è di rivederlo in pista in Portogallo (4 ottobre).

2009 Jorge Lorenzo. Lo spagnolo vince la seconda e la quarta gara, al Mugello finisce davanti a Rossi e alza la cresta. «Voglio un trattamento da numero uno» dice alla Yamaha in fase di trattativa. Da allora, GP della Catalunya, non è mai più riuscito ad arrivare al traguardo prima del compagno di squadra.

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